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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Un passato nelle pievi romaniche di Castellina in Chianti. E ora il rientro a casa

Il 31 luglio si inaugura la mostra al Museo Archeologico del Chianti di Castellina “Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo”. Sono opere di origine fiorentina e chiantigiana, per anni rimaste nei depositi

CASTELLINA IN CHIANTI. C’è una tempera su tavola del XV secolo, La Madonna col Bambino e i santi Biagio, Caterina d’Alessandria, Agnese e Agostino, originariamente presso la Pieve di Sant’Agnese, che risale al 1000, e poi rimasta per 25 anni nei depositi della Pinacoteca di Siena. Stesso destino per l’altra tempera su tela quattrocentesca, ovvero La Madonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco che originariamente trovava posto nella Chiesa di San Giorgio in Piazza, edificio di origine romanica consacrato nel 1084, situato nella frazione La Piazza del comune di Castellina in Chianti. E poi la trecentesca Crocifissione coi Dolenti e San Francesco, anche in questo caso una tempera su tavola che originariamente aveva collocazione a Gaiole in Chianti, nella Pieve di San Sigismondo, ovvero la chiesa più importante di Gaiole

Dal 31 luglio queste tre preziose opere tornano a Castellina in Chianti, a casa, dopo 25 anni trascorsi nei depositi, un attento restauro andato avanti per cinque mesi grazie al lavoro della restauratrice Monica Mancini, e di studio condotto dalle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni. I dipinti saranno protagonisti nella sala consiliare al piano terreno della Rocca quattrocentesca di Castellina in Chianti grazie alla mostra “Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo”, nella sede del Museo Archeologico. L’esposizione sarà anche l’occasione di visitare la Rocca quattrocentesca di Castellina che nasce all’inizio del quattrocento quando i fiorentini, per munire quest’area di confine continuamente sottoposta alle incursioni delle soldatesche, decisero di fortificare la posizione, stabilendo la costruzione di un recinto di mura e di una rocca. Nel 1452 il presidio si dimostrò saldo e riuscì a sostenere per 44 giorni l’assedio dei Senesi, mentre fu espugnato nel 1478, per i rinnovati e più determinati assalti delle truppe aragonesi.

 

“Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo” è il grande evento dell’estate chiantigiana. La mostra è organizzata e promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. E’ patrocinata da Regione Toscana e Provincia di Siena, con la collaborazione di Fondazione Musei Senesi. E’ curata da Nicoletta Matteuzzi, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza di Siena, e Marco Firmati, direttore del Museo Archeologico del Chianti di Castellina. A rendere possibile l’organizzazione ci sono la Soprintendenza, gli studiosi il cui lavoro scientifico sarà pubblicato nel catalogo, la gestione del Museo Archeologico del Chianti, le Diocesi proprietarie delle opere, i Musei Nazionali di Siena, i finanziatori privati che hanno contribuito attraverso l’Artbonus.

 L’attenzione è chiaramente per i dipinti. La Madonna col Bambino e i santi Biagio, Caterina d’Alessandria, Agnese e Agostino, di Bicci di Lorenzo, è una tempera su tavola del XV secolo. Esponente di una delle principali botteghe familiari fiorentine. L’opera originariamente arriva da Castellina in Chianti, all’interno della Pieve di Sant’Agnese. La Madonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco è di Cosimo Rosselli, risale al periodo tra 1495-1500 ed è una tempera su tavola. Rosselli è stato allievo dal maggio 1453 all’ottobre 1456 di Neri di Bicci, per poi passare al seguito di Alesso Baldovinetti. Si ipotizza che abbia poi lavorato anche con Benozzo Gozzoli. L’opera che sarà protagonista della mostra originariamente era collocata nella Chiesa di San Giorgio in Piazza. La Crocifissione coi Dolenti e San Francesco invece è di Niccolò di Pietro Gerini, risale al 1390-1395 circa. Gerini è stato un prolifico seguace del revival della scuola giottesca di fine secolo. Anche in questo caso siamo di fronte a una tempera su tavola che originariamente aveva collocazione a Gaiole in Chianti, nella pieve di San Sigismondo.

 

Tutte le info sono  sul sito www.museoarcheologicochianti.it/contatti.

 

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