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Siena Jazz: un altro duro colpo per la musica. Caroni si dimette

 
di Annalisa Coppolaro
 
SIENA.  Oltre alla questione spinosa e difficile del Conservatorio Franci, per cui sembra che vi siano aperture a un incontro e scambio di idee con i vertici da parte del sindaco Luigi De Mossi, giunge stamani 13 luglio dal Consiglio Comunale di Siena la notizia dell’approvazione della modifica allo statuto del Siena Jazz, per cui il Comune elargisce ogni anno 450 mila euro oltre a fornire i locali in comodato gratuito. Vari gli articoli modificati con 16 voti a favore e 8 contro. Tra questi anche l’articolo 5 e l’articolo 7, 8, 9 e 10 dello stesso, con il risultato che sia il presidente che il direttore artistico e il direttore amministrativo ”siano nominati dal Comune di Siena”.
Tre gli interventi con molti elementi a sfavore di questa proposta, prima dell’approvazione: sono intervenuti infatti Pierluigi Piccini, che ha sottolineato quanto sia ”negativo che il Comune possa non solo nominare ma anche revocare la nomina del direttore artistico ed amministrativo, una  vera ingerenza” nelle attività della stessa Associazione Siena Jazz, che come tale dovrebbe prevedere che i soci stessi procedano alla nomina delle cariche.
Piccini solleva anche la questione del sistema di alta formazione AFAM a cui appartengono conservatori e accademie musicali, incluso Siena Jazz che con questa modifica potrebbe non essere nel circuito.
Altre grosse perplessità sono state sollevate sia da Alessandro Masi, che ha sottolineato come il voto per il cambio di statuto potrebbe andare contro i principi di autonomia e condivisione, che secondo il decreto 103 del 2002 stabilisce l’autonomia degli incarichi di presidente, direttore artistico e direttore amministrativo: il fatto che questi possano essere da oggi proposti dal Comune di Siena potrebbe far venire meno i principi dell’autonomia di un ente che ha una grossa importanza culturale e che lavora da molti anni nella città di Siena. 
Molto perentorio è stato l’intervento di Bruno Valentini (https://www.ilcittadinoonline.it/economia-e-politica/valentini-il-consiglio-comunale-ha-fatto-il-funerale-di-siena-jazz/), che ha ricordato sia l’enorme prestigio globale del Siena Jazz e del suo status di università del jazz ormai nota in tutto il mondo, ma anche come nel 2013 una grave crisi poi arginata con fatica dalla precedente amministrazione aveva visto addirittura i vertici della Fondazione Siena Jazz contrarre debiti personali per salvare lo stesso Siena Jazz. Perché poi, ha chiesto Valentini, far eleggere al sindaco le cariche negando il diritto di elezione agli altri soci? ”Forse i soci sono tutti uguali ma alcuni soci sono più uguali degli altri”, ha sottolineato Valentini, citando “La fattoria degli animali” di Orwell, e poi aggiungendo che anche i principi di democrazia predicati nella campagna elettorali, la volontà di sostenere l’arte per la città di Siena , sembrano adesso venire meno, dato che vengono ”martellate le fondamenta di un ente che adesso potrebbe divenire patrimonio dell’Amministrazione” e quindi non più autonomo, indipendente e libero di scegliere i propri dirigenti.
 
La votazione sulla modifica dello statuto  parla comunque da sè: con 16 voti a favore e 8 contrari (un terzo dei votanti si è dichiarato contrario). Adesso resta da vedere quale sarà la reazione di Siena Jazz a questa decisione non esattamente unanime.
 

Intanto il direttore artistico Franco Caroni ha rassegnato le dimissioni con una lettera.“Rassegno le mie dimissioni con effetto immediato dall’associazione, con richiesta urgente di nomina di nuovo direttore artistico al quale effettuare le consegne.

Dopo esserne stato il fondatore ed averla guidata per più di quarant’anni portandola a livelli internazionali, contavo di portare a termine il mio mandato alla scadenza naturale del 22 aprile 2022, e mai avrei pensato di chiudere in tal modo, anzi, ero certo che la chiusura avrebbe dovuto essere di diversa modalità, semmai con un ringraziamento. Così non si è voluto fare, inspiegabilmente come ho già detto, visto che mi sembrava di avere dei buoni rapporti con il Sindaco, almeno così è stato fino all’ultimo colloquio personale. Cosa è successo dopo e chi è intervenuto non mi è dato di sapere”.

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