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Ismaele Nones ai Magazzini del Sale con “Credevo di volare ma stavo cadendo”

Il pittore del Palio espone dal 13 giugno al 26 luglio

di Giulia Tacchetti

SIENA. In quanti modi l’arte medievale e rinascimentale possono fare da ponte tra due culture e tra passato e presente? Hali Hassoun, autore del Palio del 2 luglio 2010, attraverso una mostra delle sue opere a Palazzo Pubblico, spiegò ai Senesi come attraverso il canone artistico fissato in Italia nel Quattro e Cinquecento, si potessero collegare due esperienze, quella occidentale e quella orientale, compiendo un viaggio alle origini dell’arte islamica e di quella italiana. La conclusione era che il colore e il dinamismo delle forme occidentale si potevano incontrare con la spiritualità orientale.

Anche le opere di Ismaele Nones ci trasportano in un universo pittorico fatto di paesaggi, figure e architetture che ci appaiono familiari, rimandandoci all’area culturale bizantina ed alla ricca stagione artistica senese. Dai codici pittorici del Duecento e Trecento Nones esplora nuovi sentieri. Una donna seduta su una sdraio (Chiara Confusione III, 2023) viene rappresentata nella tipica posa delle Madonne duecentesche; sullo sfondo un’architettura medievale e un paesaggio giottesco. La calma proviene non solo dall’assenza del movimento, ma anche dai colori tenui.

Un altro quadro (Riposare in pace a bordo piscina, 2023) rappresenta un uomo disteso nella quiete della tranquillità, quindi sentimenti umani, con l’azzurro dell’acqua a lato, i cui elementi corporali, visto che è nudo, come la donna del precedente quadro, sono piatti, privi di particolari anatomici. Un altro quadro rappresenta un uomo in posizione verticale immerso nell’acqua. Sembra rimandare al battesimo di Cristo. Incominciamo a percepire un’ambivalenza: illusione o realtà? L’uomo nell’acqua non vuole sentire, si isola dai problemi del mondo?

La curatrice della mostra Michela Eremita, con cui abbiamo potuto dialogare, chiarisce che la pratica dell’iconografo, che Nones ha ereditato dal padre, mette in relazione l’immagine con il suo potenziale simbolico, segno e significato sono intrecciati, il canone crea la griglia. Questo spiega perché nei suoi quadri osserviamo campiture piatte, delineate, prive di ombre, composizioni costituite da figure, animali, elementi naturali, architetture. La pittura dell’artista viene da un lontano passato, provocando un corto circuito temporale: l’antico rivive nel presente ed il presente nell’antico. Ecco il rovesciamento, che dà il titolo alla mostra “Credevo di volare ma stavo cadendo”: ciò che sembra antico diventa attuale, le figure non appartengono alla sfera del sacro. “La mimesis” di uno stile non aiuta, ma inganna (sic Michela Eremita).

Spronati a cambiare il punto di vista, che deriva dall’immediatezza della percezione, ci rendiamo conto che quella calma, precedentemente osservata, è apparente, mascherata dalla iconografia del passato, nasconde qualche cosa, così l’assenza di ombre e la mancanza di movimento.

Rivelatore, per noi, è stato il quadro intitolato “All’attacco 2”, 2026. Dentro un’architettura, che richiama le rappresentazioni medievali contenute nel Palazzo Pubblico, possiamo vedere un cavallo dai forti toni del marrone ed accanto un uomo posizionato a capo in giù, dai toni molto chiari. L’artista mi ha spiegato che la caduta dell’uomo ci toglie dall’illusione e ci porta alla realtà del presente. L’immobilismo sottolinea l’irreversibilità della caduta. Quale caduta? Quella dell’uomo di oggi. Ecco emergere un sentimento di forte tristezza.

Concludiamo dicendo che Ismaele Nones rivela una profonda attenzione alla dimensione spirituale dell’immagine attraverso una costante rilettura della tradizione figurativa in chiave contemporanea, senza cadere nell’imitazione, cercando piuttosto di rinnovare il linguaggio

Il Drappellone non è una semplice opera d’arte: è un simbolo destinato ad entrare nella memoria delle Contrade. Ogni artista deve misurarsi con le regole della tradizione, apportando la sua innovazione. Nones sembra possedere gli strumenti culturali per affrontare questo compito. Lo sapremo quando il Drappellone sarà mostrato alla cittadinanza nel Cortile del Podestà il 26 giugno prima della carriera.

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