Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Il barbiere di Siviglia all’Abbazia di San Galgano

La prima sabato 21 luglio alle 21

CHIUSDINO. Dopo il grande successo della prima dell’Aida, OperaFestival porta sotto le volte stellate dell’Abbazia di San Galgano (prima il 21 luglio, replica il 28 luglio, ore 21), un’altra opera di grande appeal: Il Barbiere di Siviglia, l’opera buffa in due atti di Gioachino Rossini, per la quale è stato messo a punto un nuovo allestimento, affidandone la regia a Renato Bonajuto e la scenografia a Nicola Visibelli. L’orchestra OperaFestival è diretta dal maestro Alessandro D’Agostini. Del cast fanno parte il tenore Daniele Zanfardini (Conte di Almaviva), il basso Antonio De Gobbi (Don Bartolo), la soprano Kamelia Kader (Rosina), e il baritono Julian Kim (Figaro).

Il Barbiere di Siviglia trae origine da una celebre commedia francese di Beaumarchais: Le barbier de Séville (1775), la prima della sua famosa trilogia. I sei personaggi ruotano intorno alla classica storia d’amore ostacolata che, alla fine, dopo una serie di peripezie, scene comico-grottesche e arie famosissime in tutto il mondo, avrà lieto fine con l’unione di Rosina e del conte di Almaviva.

La prima rappresentazione ebbe luogo il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina, a Roma, e terminò tra i fischi. A provocarli, secondo i pettegolezzi dell’epoca, sarebbero stati gli impresari di un teatro concorrente; secondo altri, la colpa fu di alcuni seguaci di Paisiello e della sua versione dell’opera. Il solo annuncio che Rossini stesse preparando una diversa versione del Barbiere di Siviglia, aveva infatti suscitato non poche polemiche, anche in considerazione del fatto che all’epoca Paisiello era ancora vivo. Ma la potenza della musica e l’effervescenza della trama ebbe ben presto il sopravvento e l’opera di Rossini ebbe subito un grande successo, che si è accresciuto nel tempo.

Per il regista Renato Bonajuto: “Facciamo questo Barbiere di Siviglia con uno sguardo verso il passato ed uno verso il futuro. Verranno rispettate la clausole del divertimento, sempre con mano leggera, senza sconfinare nel cattivo gusto, rispettando l’epoca della pre-rivoluzione secondo le volontà di Rossini e di Sterbini, anche perché Figaro deve rappresentare l’homo novus che porterà al Terzo Stato”. Lo scenografo Nicola Visibelli sottolinea: “Parto dalla partitura musicale. Ho seguito i ritmi musicali della storia. Vedo Il Barbiere di Siviglia come un grande puzzle con un’attenzione particolare al teatro nel teatro”.

[banner_mobile]