di Paola Dei
FAENZA. Fresco del trionfale successo al Lido, dove ha avuto l’onore di essere il film di chiusura ufficiale dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il nuovo capolavoro di Giovanni Veronesi, “Dio ride”, si appresta a incontrare il pubblico romagnolo. La prima del film è fissato per venerdì 18 settembre a Faenza, presso il CineDream Multiplex, alla presenza del regista e dello straordinario cast.
Una Toscana a due facce: la bellezza e la rigidità di Siena
Il cuore pulsante dell’opera risiede nella sua magnifica e complessa ambientazione seicentesca. Veronesi muove la macchina da presa attraverso i paesaggi più evocativi della Toscana, muovendosi tra Volterra, Pisa e Pistoia, ma è in particolare Siena a rubare la scena. La città non è solo uno sfondo monumentale di rara bellezza, ma si fa specchio del contesto storico: se da un lato affascina con la sua maestosità, dall’altro Siena dimostra anche una rigidità notevole. Questa austerità architettonica e sociale diventa il simbolo perfetto del potere costituito, della chiusura dogmatica e del controllo dell’Inquisizione contro cui il protagonista si trova a scontrarsi.
Recitazioni sublimi: la forza di un cast in stato di grazia
A dare corpo e anima a questo dramma intriso di ironia e libertà di pensiero sono stupendi attori che offrono interpretazioni destinate a rimanere impresse. Pierfrancesco Favino compie l’ennesimo miracolo mimetico nei panni di Frate Leopoldo. La sua recitazione è un capolavoro di sfumature: Favino riesce a trasmettere la gioia dirompente e quasi sovversiva della sua predicazione attraverso l’uso del corpo e una mimica facciale straordinaria, per poi calarsi con dolorosa naturalezza nei momenti di fragilità e paura davanti al tribunale ecclesiastico. Silvio Orlando, nel ruolo del suo antagonista ideologico, offre una prova attoriale di spessore immenso. Il suo è un lavoro di sottrazione, fatto di silenzi taglienti e sguardi gelidi che incarnano perfettamente quella rigidità senese che domina la pellicola e che lentamente viene scalfita dalla semplicità di Frate Leopoldo. I giovani Francesco Gheghi e Alma Noce non sfigurano affatto accanto a questi mostri sacri, portando sullo schermo una freschezza e una purezza emotiva che creano un perfetto contrappunto drammatico. Maurizio Lombardi nella sua Toscana che nel 2025 il nostro Bulli ed Eroi ha premiato per la sua stupenda prova attoria le con il film Marcello. Autentico fuoriclasse del cinema camaleontico e caratterista d’eccezione, Lombardi si nasconde dietro un incredibile trucco prostetico per dare vita a Fra Monaldo.
“Dio ride” non è solo una ricostruzione storica; è una riflessione attualissima sulla tolleranza e sulla gioia come atto di ribellione. Un film-evento imperdibile, sospinto dalla magia di Venezia e dalle meraviglie (e contraddizioni) delle terre toscane. Ma di certo favorevole alla risata di Dio.




