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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Salute. Coldiretti Toscana: “Via i cibi ultraprocessati da mense scolastiche e ospedaliere”

L’attenzione di Coldiretti è tutta concentrata a garantire cibi sani sulle tavole con l’obiettivo di aiutare gli agricoltori, stretti dalla concorrenza sleale, a raggiungere una redditività adeguata alla qualità delle produzioni e al lavoro e salvaguardare la salute delle comunità

TOSCANA. Sfrattiamo i cibi ultra processati dalle mense che utilizzano fondi pubblici partendo da quelle di scuole e ospedali. E’ l’invito della presidente regionale di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani rivolto agli enti pubblici ma anche alle imprese private che mettono a disposizione dei loro dipendenti il servizio mensa. Il modello a cui guardare è quello di Roma Capitale, che nel bando per la ristorazione scolastica, ha deciso di escludere i cibi ultra formulati dalle mense che nutrono i bambini, valorizzando i prodotti del territorio, la stagionalità e la qualità delle filiere agricole. Una direzione diametralmente opposta rispetto a quella presa dall’Europa in questi giorni che nel Public Procurement Act, il regolamento che riscrive integralmente le regole sugli appalti pubblici, non ha posto alcuna limitazione alla presenza dei cibi ultra formulati. Alimenti il cui consumo, come provato da evidenze scientifiche e mediche, aumenta il rischio di molte patologie croniche che, nel lungo periodo porteranno al collasso il sistema sanitario pubblico. “Quello che sta accadendo in Europa è incredibile. Siamo pronti a tornare in piazza se sarà necessario. – spiega Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana – Ci aspettiamo ora che il Parlamento Europeo difenda concretamente la salute delle persone modificando radicalmente la proposta della Commissione”.

Gli interessi di agricoltori e cittadini sono gli stessi. L’attenzione di Coldiretti è tutta concentrata a garantire cibi sani sulle tavole con l’obiettivo di aiutare gli agricoltori, stretti dalla concorrenza sleale, a raggiungere una redditività adeguata alla qualità delle produzioni e al lavoro e salvaguardare la salute delle comunità, dei cittadini. Qualcosa in Toscana si sta muovendo. Il riferimento è al recente protocollo con l’ASL Toscana Centro, basato su quanto previsto dalla legge regionale 48/2025, per promuovere la stretta relazione tra prodotti locali, prevenzione e salute attraverso una serie di azioni informative e divulgative coinvolgendo direttamente gli agricoltori.

Stimoli partiti tutti dalle piazze e convertiti in proposte da parte di Coldiretti. L’attenzione verso il tema della sana alimentazione e dei rischi dei cibi ultra-formulati c’è come aveva assicurato il Governatore della Regione Toscana Eugenio Giani che dal palco dell’assemblea regionale di Coldiretti lo scorso 28 luglio a Firenze, aveva proprio indicato la volontà di seguire l’esempio di Roma Capitale.

Secondo gli ultimi studi esiste un collegamento diretto tra i prodotti ultra-formulati e ben 32 effetti avversi che riguardano in particolare la salute gastrointestinale, metabolica, respiratoria e cardiovascolare, oltre all’obesità. Si tratta di un fenomeno pericolosissimo per combattere il quale è nata “Campagna Amica per la Salute”, l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che ha dato vita al primo Patto nazionale tra agricoltori e medici per la salute dei cittadini, a partire dai più piccoli, promuovendo i corretti stili alimentari anche all’interno delle scuole. Il progetto ha coinvolto anche sette ospedali regionali, tra cui il San Giovanni di Dio, all’esterno dei quali sono stati organizzati i mercati contadini. 

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