SIENA. Si è appena conclusa con un bilancio più che positivo la 56ª edizione degli International Summer Workshop di Siena Jazz, il progetto di alto perfezionamento musicale simbolo dell’Accademia senese sostenuto dal Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo promosso dal Ministero Italiano della Cultura ed in collaborazione con il Comune di Siena, che dal 21 luglio al 7 agosto ha riportato a Siena una straordinaria comunità internazionale di musicisti, studenti, docenti e artisti, confermando il ruolo della città come uno dei principali centri europei per la formazione, la ricerca e la produzione nel campo del jazz e delle musiche improvvisate.
I numeri raccontano la dimensione internazionale raggiunta dal progetto: 153 richieste di ammissione, studenti provenienti da 27 Paesi – tra cui Svezia, Turchia, Tunisia, Ungheria, Israele, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Austria, Cina, Grecia, Islanda, Paesi Bassi, Spagna, Estonia, Taiwan, Armenia, Singapore, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Svizzera e Italia – 56 laboratori musicali, 8 classi di strumento e musica d’insieme e una classe di Miscellanea, novità introdotta nell’edizione 2026.
A queste attività si sono aggiunti 10 concerti dei docenti, i Siena Jazz Masters, le produzioni originali, le jam session e i concerti conclusivi delle classi. Un insieme di attività che ha trasformato Siena, per oltre due settimane, in un vero e proprio campus internazionale della musica, nel quale la formazione non è stata separata dalla pratica artistica e dalla dimensione performativa.
UN’EDIZIONE NEL SEGNO DELLA CREATIVITÀ
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è stato la creatività: non soltanto trasmettere conoscenze e tecniche, ma creare nuove musiche, nuovi ensemble, nuove collaborazioni e nuove possibilità artistiche. Gli studenti hanno lavorato quotidianamente con musicisti di primo piano della scena internazionale, confrontandosi con differenti linguaggi, generazioni e approcci alla musica e sperimentando direttamente il processo che porta dallo studio alla performance, lo stesso Ministero definisce Siena Jazz una scuola d’eccellenza nazionale per l’alto perfezionamento musicale.
Proprio la pluralità delle esperienze artistiche e dei linguaggi proposti dai docenti ha costituito uno degli elementi più significativi dell’edizione. La differenza di linguaggio, poetica e pratica compositiva dei singoli musicisti ha creato uno spazio creativo estremamente ampio, nel quale gli studenti hanno potuto confrontarsi con visioni anche molto diverse della musica, ampliando in modo significativo il proprio immaginario e sviluppando nuovi strumenti per la ricerca di una personale identità artistica.
La Fortezza Medicea, le aule, le piazze e gli altri luoghi della città hanno così costituito un unico grande spazio di formazione e produzione, nel quale la musica è diventata anche occasione di incontro e scambio culturale.
“La 56ª edizione si è conclusa lasciandoci una conferma importante: gli International Summer Workshop continuano ad avere una forza internazionale straordinaria – ha dichiarato Silvia Bolognesi, Direttrice Artistica e Didattica di Siena Jazz –. I 27 Paesi rappresentati e le 153 richieste di ammissione hanno mostrato quanto sia forte, anche oggi, il desiderio delle nuove generazioni di confrontarsi, studiare e costruire il proprio percorso attraverso la musica. Ma i numeri, per quanto significativi, raccontano solo una parte di ciò che è accaduto a Siena.
La vera ricchezza di queste settimane è stata negli incontri: studenti e docenti che hanno condiviso idee, linguaggi, esperienze e palcoscenici, dando vita a una comunità temporanea ma profondamente internazionale. Abbiamo voluto mettere la creatività al centro di questa edizione, perché studiare musica significa anche imparare a creare, ad ascoltare gli altri, a mettere in discussione le proprie certezze e a trovare una propria voce.
La differenza di linguaggio, poetica e pratica compositiva proposta dai singoli docenti ha creato uno spazio creativo vastissimo, capace di ampliare in modo significativo l’immaginario degli studenti. A Siena ogni musicista porta infatti una propria idea della musica, un proprio modo di comporre, di arrangiare, di improvvisare e di stare all’interno di un ensemble. Mettere in relazione queste diverse prospettive significa offrire agli studenti la possibilità di uscire dai propri riferimenti abituali, di confrontarsi con nuovi stimoli e di scoprire possibilità artistiche che forse non avevano ancora immaginato.
È stato questo il senso del lavoro svolto nelle classi, negli ensemble e nelle produzioni. Sono stati giorni intensi, nei quali la didattica è diventata esperienza artistica e l’esperienza artistica è diventata formazione. È questa connessione che vogliamo continuare a difendere e sviluppare”.
DAI GRANDI MAESTRI AI GIOVANI MUSICISTI
Uno degli elementi distintivi degli International Summer Workshop è stato ancora una volta l’incontro diretto tra le nuove generazioni e alcuni dei protagonisti più importanti del jazz contemporaneo.
I Siena Jazz Masters hanno rappresentato uno dei momenti centrali della programmazione, con formazioni create appositamente per l’occasione e concerti che hanno portato sui palchi della città musicisti come Jo Lawry, Nguyên Lê, Mark Dresser, Zeno De Rossi, Greg Hutchinson, Alex Sipiagin, Pietro Tonolo, Lage Lund, Pasquale Mirra, Fabian Almazan, Gerald Clayton, Nicole Mitchell, Jen Shyu, Marquis Hill, Fabrizio Puglisi, Brandon Ross, Thomas Morgan, Savannah Harris, David Linx, Jason Palmer, Ben Van Gelder, Aruán Ortiz, Chad Taylor e James Brandon Lewis. Una presenza internazionale che ha permesso agli studenti di vivere un’esperienza formativa difficilmente replicabile, incontrando artisti di riferimento non soltanto nelle aule, ma anche sul palco.
LE PRODUZIONI ORIGINALI
La programmazione concertistica ha accompagnato l’intero percorso dei Seminari, portando nel cuore della città le diverse anime del progetto e creando un rapporto diretto tra la ricerca artistica di Siena Jazz e il pubblico. Uno dei momenti più attesi è stato il 23 luglio in Piazza del Campo, con due produzioni originali firmate Siena Jazz e dedicate a due figure leggendarie della storia del jazz: Miles Davis e John Coltrane. Il primo set, “Miles Davis Songbook”, ha rappresentato un omaggio all’universo poetico e rivoluzionario del grande trombettista americano, rileggendone l’eredità a oltre trent’anni dalla sua scomparsa. La produzione, diretta e arrangiata da Roberto Spadoni, ha riunito docenti, studenti ed esterni dell’Accademia in un organico inedito nel quale quintetto di ottoni e quintetto jazz si sono fusi per rileggere una delle opere musicali più influenti del Novecento. Sul palco Silvia Bolognesi, Maurizio Giammarco, Paolo Corsi, Guglielmo Santimone e Alessandro Presti insieme agli studenti Jacopo Fagioli, Matilde Gori e Carlo Ponte e all’esterno dell’Accademia Giovanni Lombardo. Il secondo set ha proposto la prima assoluta di “Tranescape”, progetto ideato in occasione del centenario della nascita di John Coltrane. Un viaggio nella dimensione spirituale e visionaria del grande sassofonista, affidato a Dan Kinzelman, Fabrizio Puglisi, Demian Cabaud e Greg Hutchinson, con la partecipazione straordinaria di David Linx. Più che un tributo, una rilettura contemporanea dell’eredità coltraniana, capace di guardare al futuro mantenendo vivo il dialogo con la tradizione. La serata ha avuto una straordinaria risposta da parte del pubblico, con Piazza del Campo gremita per un appuntamento che ha portato il jazz internazionale in uno dei luoghi simbolo di Siena. La grande partecipazione di cittadini, appassionati, studenti e visitatori ha confermato la capacità di Siena Jazz di creare un ponte tra alta formazione, produzione artistica e vita culturale della città.
Particolarmente significativo anche l’appuntamento del 26 luglio in Piazza Provenzano con “Aspettando il Seminario”, progetto che testimonia l’attenzione di Siena Jazz ai temi dell’inclusione sociale. Protagonista è stata l’Orchestra Speciale, diretta da Stefano Tamborrino insieme alla cooperativa New Naif: un ensemble unico nel suo genere che riunisce musicisti professionisti e persone con disabilità in un percorso artistico che fa della diversità una risorsa creativa. Una serata nella quale il jazz si è confermato linguaggio di partecipazione, ascolto e condivisione.
La stagione concertistica è proseguita il 27 luglio in Piazza Provenzano con la Siena Jazz University Orchestra, diretta da Roberto Spadoni, con la partecipazione di Pietro Tonolo e Alex Sipiagin. Il concerto ha presentato Bud Powell e La Folia – Visioni e Fragilità di un Genio, produzione originale dedicata a Bud Powell nel sessantesimo anniversario della sua scomparsa. Gli arrangiamenti di Roberto Spadoni hanno messo in dialogo la musica del grande pianista americano con le variazioni contemporanee sul tema della “Folia”, costruendo un percorso musicale incentrato sui temi della creatività, della fragilità, dell’inclusione e dell’accoglienza.
Nel corso della manifestazione sono state inoltre presentate altre produzioni originali e progetti dedicati alla storia e all’evoluzione del jazz, insieme al workshop internazionale di scrittura e arrangiamento per orchestra jazz e alla collaborazione con la Frost Jazz Orchestra dell’Università di Miami. Altro importante momento artistico che ha avuto apprezzamenti dal numeroso pubblico è stato il progetto “Chigiana Meets Siena Jazz”, nato dalla collaborazione tra due grandi istituzioni musicali senesi, con David Linx e il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”, così come i Siena Jazz Masters in cui si sono alternati Maestri tra i più importanti della scena jazz internazionale esibendosi insieme in prime mondiali.
IL PALCOSCENICO DEGLI STUDENTI
Come da tradizione, il percorso didattico ha trovato il proprio coronamento nei concerti dei gruppi di musica d’insieme. I saggi si sono articolati in due momenti distinti, seguendo il cambio di turno dei docenti: una prima tornata si è svolta il 31 luglio e il 1° agosto, mentre i concerti conclusivi si sono tenuti il 6 e 7 agosto. Ogni docente ha lavorato con i propri gruppi fino alla loro esibizione sul palco, trasformando il lavoro svolto in aula in una vera esperienza performativa. Per gli studenti, questi appuntamenti hanno rappresentato il passaggio simbolico dall’aula al palcoscenico e la possibilità di condividere con il pubblico il risultato di settimane di studio, prove e confronto.
Il livello musicale dei gruppi è risultato particolarmente elevato. Molti dei partecipanti sono già musicisti professionisti o si trovano in una fase avanzata del proprio percorso, e questo ha permesso ai docenti di lavorare con gli ensemble con una modalità vicina a quella adottata con le proprie formazioni professionali, affrontando repertori, arrangiamenti e dinamiche di gruppo con un livello di approfondimento significativo. Ne sono scaturite esibizioni spesso di alto livello, nelle quali gli studenti hanno potuto mettere in pratica le competenze acquisite, confrontarsi con il pubblico e vivere un’esperienza artistica e professionale condivisa con i propri docenti.
È questo uno degli elementi più importanti della filosofia di Siena Jazz: la formazione non si conclude con una lezione, ma arriva fino al palco, trasformando lo studio in esperienza concreta e la pratica musicale in un momento di crescita artistica.
SIENA JAZZ, UNA COMUNITÀ INTERNAZIONALE
La chiusura della 56ª edizione ha confermato dunque la forza di un progetto nato nel 1977 e capace, dopo quasi cinquant’anni, di mantenere intatta la propria vocazione internazionale.
“Quello che si è concluso non è stato semplicemente un corso estivo – ha aggiunto Silvia Bolognesi – ma un’esperienza di comunità attraverso la musica. Gli studenti sono arrivati a Siena da Paesi diversi e con percorsi differenti, ma hanno trovato un luogo nel quale ascoltarsi e costruire insieme. Credo che sia proprio questa la nostra responsabilità: offrire alle nuove generazioni non soltanto strumenti tecnici, ma uno spazio nel quale poter immaginare il proprio futuro musicale”.
Gli International Summer Workshop 2026 hanno lasciato a Siena un patrimonio di incontri, esperienze e nuove collaborazioni, confermando ancora una volta la città e Siena Jazz come punto di riferimento internazionale per la formazione e la produzione delle musiche improvvisate.
Attraverso i Siena Jazz Masters, inoltre, Siena Jazz rinnova il proprio impegno nel valorizzare il dialogo tra formazione e produzione artistica, trasformando i docenti dei Seminari Internazionali nei protagonisti di concerti esclusivi che rappresentano uno dei momenti più significativi dell’estate musicale senese. Un’occasione per cittadini, appassionati e studenti di condividere l’esperienza di un jazz vivo, creativo e aperto all’incontro tra culture e linguaggi.
Come da tradizione, anche i concerti finali dei gruppi di musica d’insieme hanno rappresentato un momento conclusivo e simbolico dell’intera esperienza formativa, permettendo agli studenti di condividere il palco con i propri docenti e trasformando il lavoro svolto durante le settimane di studio in una vera esperienza professionale e artistica aperta alla città.
Siena Jazz International Summer Workshop ha il patrocinio di RAI Toscana ed è Media Partner di RAI Radio 3 e RAI Italia.