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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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A Torri suonano i Maestri Chigiani

E Belkin si esibisce al Teatro dei Rozzi

SIENA. Nell’ambito della rassegna Maestri Chigiani in Terra di Siena, che giunge quest’anno alla quinta edizione, domenica 12 agosto alle ore 21.15 nel Chiostro dell’Abbazia di Torri presso Rosia (Sovicille) si svolgerà un concerto di maestri e allievi dell’Accademia Musicale Chigiana.

Protagonisti della serata saranno il violinista Salvatore Accardo e il contrabbassista Franco Petracchi, docenti chigiani delle classi dei rispettivi strumenti, insieme ad alcuni allievi: Francesca Dego, Caterina Demetz, Lucia Luque, Liù Pelliciari, Cecilia Ziano, Edoardo Zosi, Giorgia Cervini, Daniel Palmizio, Paolo Bonomini, Miriam Prandi. Il programma, costituito interamente da musiche per strumento ad arco, presenta all’inizio il doppio quartetto op. 65 di Spohr, una pagina accuratamente costruita sulla classica successione di quattro movimenti. Seguirà la brillantissima Sonata a quattro n. 2 di Rossini, un lavoro scritto a soli dodici anni e ricco di spunti che in alcuni casi sfiorano l’ironia. Concluderà il concerto un capolavoro assoluto come l’Ottetto op. 20 di Mendelssohn, una delle composizioni più significative dell’autore, che vi profonde tutta la sua freschezza inventiva e la sapienza di musicista legato alla classicità.

I biglietti sono in vendita presso il Chiostro di Torri da due ore prima dell’inizio del concerto. In caso di maltempo, la manifestazione è spostata all’interno della stessa Abbazia.

In cantemporanea al Teatro dei Rozzi a Siena, atteso concerto del violinista Boris Belkin, che suonerà con l’Orchestra della Fondazione Bulgaria Classic, che collabora con il Corso di Direzione d’orchestra tenuto da Gianluigi Gelmetti. Dallo stesso Corso provengono gli allievi che si alterneranno sul podio per dirigere i vari brani che compongono il programma. 

La serata è interamente dedicata a Brahms. Si inizia con l’Ouverture tragica op. 81, una pagina «rude, focosa» (Sandro Cappelletto) diretta per la prima volta dallo stesso autore nel 1881. A seguire potremo ascoltare il Concerto in re maggiore op. 77 per violino e orchestra, solista lo stesso Boris Belkin: una delle vette di questa forma, scritta nel 1878 durante una tranquilla vacanza in Carinzia. Concluderà il concerto la Sinfonia n. 1 in do minore op. 68, un grandioso affresco sonoro in cui il primo e l’ultimo movimento contengono e quasi abbracciano con la loro mole due movimenti intimi, teneri, due colloqui segreti più vicini al tono del Lied o della Serenata che a quello della Sinfonia.

(Foto di Pietro Cinotti)

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