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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Università: banca Mps propone una linea di credito per affrontare la crisi

SIENA. Nuovi spiragli di sereno nel cielo "finanziario" dell'Università di Siena. Speranze che giungono dal tavolo di confronto tenutosi oggi (31 luglio) tra il sindaco di Siena, Maurizio Cenni, il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini e i rappresentanti dell’Ateneo e della Banca Mps.

“Esprimiamo apprezzamento e per un lavoro lungo e faticoso – spiegano il Sindaco di Siena e il Presidente della Provincia – ma che porta ad un’ipotesi che dovrebbe evitare il precipitare della crisi e assicurare l’operatività del nostro Ateneo, in termini di pagamento degli stipendi e di continuità della didattica e della ricerca”.

La linea di credito, articolata per forme tecniche e durate, sarà adesso sottoposta ai pareri degli organi decisionali della Banca e dell’Università e poi posta al vaglio dei Ministeri competenti – Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – a supporto del rigoroso rispetto e controllo delle previsioni di risanamento, contenute nel piano presentato dall’Ateneo stesso, fra cui le dismissioni immobiliari.

“Lo sforzo compiuto dalla Banca Mps – aggiungono Cenni e Bezzini – è particolarmente apprezzato. Alla Banca che lo ha elaborato, va tutta la nostra gratitudine a nome della città e della Provincia”.

“La crisi non è finita né superata, – continuano Cenni e Bezzini – lo sarà soltanto se tutti i soggetti interni all’Ateneo mostreranno coraggio, determinazione e responsabilità nel portare avanti gli impegni annunciati, in termini di riduzione dei costi e di interventi strutturali in grado di abbattere il deficit attuale, senza tutelare nessuna posizione di privilegio. Servono quindi una maggiore consapevolezza e una grande discontinuità rispetto agli indirizzi che, negli anni passati, hanno prodotto un disavanzo consolidato e di così grande portata. Le scelte radicali da fare hanno bisogno di essere supportate da un nuovo progetto di Università che guardi al medio e lungo periodo e che contempli, anche una riforma della governance da fare in tempi rapidissimi. In questo quadro, oltre che alla task force che comprende i vertici dell’Ateneo e delle istituzioni senesi, un ruolo da protagonista dovrà averlo anche la Commissione strategica dell’Università, istituita dal Senato Accademico. La task force inoltre sarà chiamata a rapportarsi, in tempi serrati, con il Governo e la Regione Toscana, dalle cui decisioni dipende una parte rilevante della soluzione dell’emergenza. Ci auguriamo che tutti i passaggi necessari per dare corpo all’ipotesi di finanziamento da parte della Banca, siano puntualmente messi in atto dall’Ateneo”.

Viva soddisfazione è stata espressa dal Rettore dell’Università Silvano Focardi e dai suoi più stretti collaboratori.

“La forte sinergia che si è realizzata in questi mesi – ha affermato il Rettore – fra tutti i soggetti istituzionali a livello nazionale, regionale e locale, e l’intervento della Banca MPS, consentono di guardare con rinnovata fiducia al futuro. Il ruolo determinante del Governo e del Miur nei primissimi mesi della crisi, attraverso l’anticipazione del Fondo di Finanziamento ordinario, e il sostegno garantito anche nelle fasi successive; l’attenzione che il Ministero ha continuamente mostrato e continua a mostrare nelle vicende dell’Ateneo come Istituzione di controllo nei confronti dell’Università; l’accordo con la Regione Toscana in materia di “brevetti”; l’intervento degli Enti locali cittadino e provinciale, decisivo nella costituzione della “task force” composta da Comune, Provincia e Università; l’importante proposta della Banca che dovrà essere esaminata ed approvata dai competenti organi decisionali, costituiscono gli elementi principali che stanno contribuendo alla risoluzione dei problemi. Siamo inoltre consapevoli – prosegue Focardi – che, solo con una rigorosa applicazione del Piano di risanamento approvato dagli Organi collegiali dell’Ateneo, l’Università di Siena, nei prossimi anni, potrà uscire definitivamente dalla crisi economica e finanziaria, continuando comunque a mantenere e migliorare gli alti livelli di qualità di didattica e ricerca riconosciute a livello internazionale”.

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