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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Stampa Autonoma: il giornalismo del futuro

Dal 2013 obbligo della formazione permanente per i giornalisti

SIENA. Il giornalismo di domani, le prospettive della professione e i modelli di business nella nuova frontiera dell’informazione digitale. Su questo tema si è svolto il convegno organizzato dal Gruppo Stampa autonomo Siena che ha coinvolto Vittorio Pasteris, giornalista, scrittore e docente di Editoria multimediale all’Università di Torino. Pasteris non ha risparmiato critiche costruttive ai protagonisti del mondo dell’informazione: “talvolta il giornalista racconta il mondo e non si accorge di quanto lo stesso stia cambiando. Oggi l’informazione digitale deve, necessariamente, portare a riflettere sui nuovi scenari che si aprono per cavalcare nuovi modelli di business, assolutamente necessari in momenti di crisi come questo. Paradossalmente per fare il giornalista non è fondamentale saper scrivere, ma è necessario, invece, riuscire a scovare in ogni modo la notizia, se poi lo stesso sa scrivere è meglio”. Vittorio Pasteris ha poi rafforzato la teoria secondo la quale spesso <<l’informazione parla di tutti ad eccezione di essa stessa, e che per capire le mutazioni delle proprietà intervenute all’interno dei grandi gruppi editoriali occorre, talvolta, andare a scovare la verità dall’esterno”. E non ha risparmiato “frecciate” agli editori di giornali: “il sistema non può funzionare bene fin quando gli editori non conoscono che cosa succede nelle edicole; prima, quando tutto funzionava e produceva reddito, molti aspetti della distribuzione venivano trascurati, ma oggi, in tempi di ristrettezze economiche, il costo dell’informazione diventa importante ed è quindi necessario studiare ed analizzare ogni momento delle fasi che portano le notizie ai lettori. Oggi l’informazione su internet viaggia a velocità immediata e sono in crescita i siti che trattano in maniera specifica argomenti di nicchia con contenuti altamente specializzati, quindi, in questo contesto, il giornalista “tuttologo” non va più”.

In estrema sintesi la relazione di Pasteris, tenuta nella sede della Facoltà di Lettere, nel complesso San Niccolò, con la collaborazione di Maurizio Boldrini, ha ribadito il concetto che il giornalismo di qualità debba essere pagato e che la strada da intraprendere per riuscire a stare a galla in un momento difficile per tutti sta nel proporre professionalità all’ennesima potenza, una qualità che deve essere giustamente pagata dagli editori. A questo proposito il presidente del Gruppo Stampa Andrea Sbardellati, ha ricordato che “per tutti i giornalisti a partire dal 2013, come già avviene negli altri Ordini professionali, sarà necessario seguire i corsi per la formazione obbligatoria e permanente, uno degli aspetti più importanti della riforma dell’Ordine dei giornalisti. Chi è iscritto all’albo, infatti, dovrà acquisire 60 crediti formativi nell’arco di tre anni su materie di studio riguardanti la professione giornalistica e la deontologia professionale. Il Gruppo stampa di Siena – ha evidenziato – , con modi e criteri da definire, è pronto a mettersi a disposizione degli iscritti e dei colleghi per poter favorire, nella nostra città, momenti di incontro in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Toscana per l’ottenimento dei crediti formativi.

 

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