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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Università per stranieri: “Legalità e responsabilità”

L'ateneo sta facendo piena luce su una vicenda che lo vede danneggiato in via diretta

SIENA. Vista la pubblicazione di alcune notizie, parziali e frammentarie, l’Università per Stranieri di Siena rende noto che negli scorsi mesi sono emerse prove di una gestione gravemente scorretta, e in alcuni profili illegittima e illegale, del suo unico corso impartito a distanza, che è stato disattivato.

In accordo con le varie istituzioni esterne preposte, il rettore ha quindi immediatamente avviato le procedure previste, a tutela dell’ateneo – che è parte lesa –, nel pieno rispetto delle norme e delle garanzie tutti, ma senza sottostare ad alcuna logica corporativa interna. 

La responsabilità è inseparabile dall’autonomia e dalla libertà accademica: l’ateneo crede profondamente nel rispetto della legge, della deontologia professionale e dei valori enunciati nel suo Codice etico, e sta facendo piena luce su una vicenda che lo vede danneggiato in via diretta.

Non appena sarà possibile e opportuno, l’ateneo renderà pubblicamente conto dell’accaduto.


L’antefatto

Il rettore di Unistrasi Tomaso Montanari ha avviato provvedimenti disciplinari nei confronti di 16 docenti su 22 del corso di laurea online in “Lingua, letteratura, arti italiane in prospettiva internazionale”. 

Il corso telematico triennale è stato chiuso il 25 febbraio scorso con una delibera del consiglio di amministrazione dopo un’animata discussione. Montanari aveva definito il progetto «un gravissimo errore» in una lettera indirizzata alla comunità docente e anche disposto un controllo dei registri e delle relazioni finali e contestato ai docenti di aver caricato negli anni le stesse videolezioni. Ad alcuni è stato anche contestato di averle conteggiate come ore di didattica in eccesso. La Corte dei conti avrebbe rilevato compensi indebitamente percepiti da alcuni docenti.

Secondo La Stampa, che ha scoperto il caso, per 14 docenti il rettore ha chiesto la censura, mentre per il direttore del Dipartimento di studi umanistici e il coordinatore del corso ha proposto la sospensione.

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