SIENA. È stato inaugurato il Campo sportivo “Santo Spirito” della Casa Circondariale di Siena, non soltanto un nuovo spazio per giocare, ma un simbolo concreto di riscatto, inclusione e possibilità di ripartire. Un luogo dove il pallone diventa strumento di crescita personale, rispetto delle regole e ricostruzione del proprio percorso.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte sua Eminenza il Cardinale Augusto Paolo Lojudice, il Direttore della Caritas Diocesana di Siena Don Vittorio Giglio, l’Assessore allo Sport del Comune di Siena, Lorenzo Lorè, il Magistrato di Sorveglianza dott.ssa Ilaria Cornetti, il Direttore dell’istituto dott. Pujia — che ha accolto gli ospiti — e il comandante del Reparto della Polizia Penitenziaria di Siena Marco Innocenti, nonché l’area trattamentale del carcere per l’organizzazione la dott.ssa Massafra e dott.ssa Pascale. All’inaugurazione ha presenziato anche una delegazione dell’Asta 1965, con il presidente Lorenzo Di Renzone, il ds Manganelli e i calciatori cavallini e Cefariello, che hanno voluto testimoniare la propria vicinanza al progetto e al valore sociale dello sport, offrendo ai detenuti delle tenute sportive della società e scendendo in campo per una partitella simbolica.
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Lo sport come percorso di riscatto in una rete di solidarietà. Infatti Il Campo sportivo “Santo Spirito” è stato realizzato grazie al contributo congiunto della: Amministrazione Penitenziaria, Fondazione MPS, Fondazione Derek Rocco Bernabei, Caritas Diocesana di Siena. Un ringraziamento speciale va alla memoria di Adriana Papini, che è stata sempre attenta alle necessità della realtà carceraria e al Dott. Capitani. Un cordiale saluto è giunto dalla Fondazione MPS per il tramite del Presidente Riccardo Coppini.
Un’alleanza tra istituzioni e realtà del territorio che ha trasformato le donazioni in un’opportunità concreta per le persone detenute.
“Un impegno che dimostra come la comunità possa farsi prossima anche a chi vive una condizione di privazione della libertà, senza dimenticare la finalità educativa e rieducativa della pena”, queste le parole dette da Don Carmelo, cappellano del carcere di Santo Spirito.






