Una vicenda lunga oltre trent'anni oggi all'attenzione con una petizione
SIENA. La vicenda di Massimo Lachi, coltivatore originario di Montevarchi, rappresenta una questione che da oltre trent’anni attende una risposta e che merita attenzione sul piano giuridico, istituzionale e politico.
A seguito delle vicende amministrative e dei lavori connessi alla realizzazione della Siena-Bettolle, la sua attività agricola e la disponibilità dei suoi beni risulterebbero profondamente compromesse. Chiusura degli accessi ai fondi, problematiche legate alla viabilità e alla gestione delle acque, procedure espropriative e un lungo contenzioso hanno determinato una situazione complessa, che deve essere oggi attentamente riesaminata alla luce degli atti e dei provvedimenti intervenuti nel corso degli anni.
Particolare attenzione merita anche la disciplina dell’art. 42-bis del Testo unico sulle espropriazioni e le conseguenze economiche e patrimoniali della vicenda.
Come Avvocato, ho scelto di mettere a disposizione di Massimo Lachi le mie competenze professionali e intendo difenderlo, facendo tutto quanto sarà nelle mie possibilità, per tutelare i suoi diritti e valutare ogni strumento di tutela consentito dall’ordinamento.
Come Vicepresidente di Casa Riformista Siena, ritengo che la politica debba ascoltare i cittadini e mantenere alta l’attenzione delle istituzioni quando una vicenda si protrae per decenni senza una definizione adeguata.
Per questo sosterrò anche la petizione civica “28 anni, 0 lire, 0 euro, esilio, giustizia per Massimo Lachi”, affinché questa vicenda possa continuare a essere portata all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni.
Non si chiedono privilegi, ma la piena tutela dei diritti. Si chiede giustizia, nelle sedi competenti e nel pieno rispetto della legge. E, in questa direzione, farò tutto quanto sarà nelle mie possibilità per tutelare Massimo Lachi e per contribuire a fare piena luce sulla vicenda
Avv. Piero Savorgnan
Vicepresidente Casa riformista Siena
Link della petizione




