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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“SMS: una storia abbastanza grande da contenere il futuro”

Per il Pd Siena deve avere un’ambizione degna del suo passato

SIENA.L’Unione comunale Pd guarda avanti, partendo dal Santa Maria della Scala.

“Oggi, prima domenica del mese, il Santa Maria della Scala apre gratuitamente le sue porte. E proprio in queste settimane il ciclo di visite “A porte chiuse” consente di entrare eccezionalmente in una parte di quei circa 18mila metri quadrati ancora fuori dal normale percorso museale.

È difficile attraversare quegli spazi senza misurare, assieme alla loro imponenza, la grandezza della storia che li ha generati.

Nei secoli del suo massimo splendore, non fu solo luogo di accoglienza e cura, ma anche una delle grandi istituzioni economiche, sociali e civili del territorio senese, capace di amministrare un patrimonio vastissimo che dalla città si estendeva nelle Crete, nella Val d’Arbia, nella Val d’Orcia e fino alla Maremma.

Basta pensare alla Grancia di Cuna, alla sua straordinaria architettura fortificata e al sistema di terre, poderi e attività produttive che facevano capo al Santa Maria, per comprendere quanto la sua storia abbia inciso non soltanto sulla città, ma sull’assetto economico e sociale di un intero territorio.

È questa stessa grandezza che dovrebbe indicare la misura della nostra ambizione per il futuro.

Diciottomila metri quadrati ancora da restituire pienamente alla vita non sono soltanto un immenso patrimonio architettonico da recuperare. Sono una possibilità straordinaria, quale pochissime città al mondo possono oggi permettersi: lo spazio nel quale provare a pensare ciò che ancora non esiste.

Il Santa Maria potrebbe tornare a essere un luogo dal quale Siena parla al mondo e, soprattutto, chiama il mondo a Siena. Non soltanto per contemplare una storia straordinaria, ma per produrre idee, ricerca e conoscenza intorno alle grandi questioni che accomunano le città storiche contemporanee: come continuare a essere città vive, abitate, accessibili, sostenibili; come conciliare tutela e trasformazione, memoria e innovazione, identità e futuro.

Siena potrebbe avere l’ambizione di diventare uno dei luoghi nei quali queste domande vengono poste, studiate e affrontate a livello internazionale, trasformando proprio ciò che spesso viene percepito come un limite — la complessità di vivere e innovare dentro una città antica — in una straordinaria occasione di ricerca e di sviluppo.

Sarebbe profondamente coerente con la storia del Santa Maria della Scala, che nella stagione della sua massima grandezza non si limitò mai a custodire, ma seppe organizzare, produrre, sperimentare e rispondere ai bisogni del proprio tempo.

Per secoli il Santa Maria è stato molto più grande delle proprie mura. Restituirgli quella dimensione significa tornare ad avere, per Siena, un’ambizione degna della sua storia”.

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