di Andrea Pagliantini
CASTELNUOVO BERARDENGA. Del convegno sulle origini della Berardenga – che ha visto la presenza di eminenti ospiti e studiosi – rimangono le tavole del Maestro Tosi sulla Badia cinquecentesca, realizzata su fonti documentarie e realizzate con la difficile tecnica dell’acquarello, che prossimamente saranno apposte all’ingresso della località monastica che ha dato origine e nome a questo territorio straordinario e delicato come un volo di farfalla con lo sguardo che si posa negli incanti naturali e architettonici realizzati dagli antenati.
In questo viaggio sulle origini della Berardenga c’erano Luigi Tei, priore della Compagnia di Maria Santissima del Patrocinio; Fabrizio Nepi, sindaco di Castelnuovo Berardenga; Fosco Vivi, presidente dell’Associazione Berardenga Storia e Arte; Paolo Tiezzi Maestri, fondatore dell’Istituto delle Abbazie storiche toscane; Piero Morbidi, con un intervento dedicato alla moneta al tempo dei monaci; Michel Scipioni, direttore dell’Ufficio Beni culturali e Arte sacra della Diocesi di Arezzo, e Dom Ubaldo Cortoni, della Congregazione Camaldolese dell’Ordine di San Benedetto.
Ogni intervento è stato minuzioso e ricco di particolari e sfumature che il tempo potrebbe cancellare e la mole di lavoro che ha preceduto la giornata di studi – alla presenza di un pubblico interessato – meriterebbe la pubblicazione a futura memoria per chiunque voglia conoscere nel dettaglio il luogo dove vive o per chi – attratto da questa beatitudine – viene in visita o in vacanza nella Berardenga.
All’Amministrazione Comunale, alle Associazioni del territorio, alle aziende, la speranza di vedere un giorno realizzata questa idea che sarebbe bello vedere sugli scaffali d’ingresso della Villa Chigi Saracini da poco divenuta di proprietà pubblica.




