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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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SI: “ASP: l’aumento delle rette smentisce dopodue mesi le rassicurazioni del Comune”

SIENA. Dal circolo cittadino di Sinistra Italiana riceviamo e pubblichiamo.

“Il 23 luglio il Consiglio di amministrazione di ASP Città di Siena ha deliberato un aumento di un euro al giorno per le rette delle Residenze Sanitarie Assistenziali — sia in regime convenzionato che privato — e delle Residenze Assistenziali per persone autosufficienti. Su base giornaliera può sembrare una cifra marginale, ma non lo è: significa oltre 350 euro in più all’anno a carico di ogni ospite, e quando l’ospite non riesce a coprirli è la famiglia a doversene fare carico. Un aumento che si somma a quello già scattato a inizio anno per adeguamento ISTAT: due rincari nello stesso 2026, sulle spalle di chi ha meno margine per assorbirli.
 
C’è poi un problema di metodo, prima ancora che di merito. La decisione è stata presa senza alcun confronto preventivo con i rappresentanti dei familiari degli ospiti, che di quella retta rispondono materialmente ogni mese. Per Sinistra Italiana Siena le decisioni che pesano sulla vita delle persone si costruiscono insieme a chi le subisce, non si comunicano a cose fatte.
 
Il punto politico più serio, però, è un altro. Il 21 maggio scorso, rispondendo in Consiglio comunale a un’interrogazione dell’opposizione sulla perdita di bilancio 2025 di ASP — 899.018 euro, quarto anno consecutivo in rosso — la Giunta Fabio aveva escluso qualsiasi aumento delle tariffe, ricordando che le rette erano ferme da nove anni e presentando un quadro rassicurante: la perdita d’esercizio non si sarebbe tradotta in maggiore indebitamento, anzi i debiti complessivi si erano ridotti di 285mila euro tra 2024 e 2025.
 
Due mesi dopo, l’aumento è arrivato comunque. Ci chiediamo: se la situazione era sotto controllo a maggio, cosa è cambiato a luglio? E se non lo era, perché il Consiglio comunale e la cittadinanza non ne sono stati informati per tempo, invece di ricevere rassicurazioni smentite dai fatti nel giro di poche settimane? Le difficoltà strutturali di un ente pubblico non si risolvono scaricandole sulle rette senza un piano leggibile dai cittadini, né gestendo la comunicazione in modo che si smentisca da sola.
 
ASP è un pezzo essenziale del welfare cittadino: residenze per anziani, mense scolastiche, centro diurno Alzheimer, farmacie comunali. Se anche questo pezzo comincia a scaricare le proprie fragilità economiche sulle famiglie più esposte — spesso persone anziane con pensioni minime, costrette a integrare rette che arrivano a migliaia di euro al mese — il problema non è più solo gestionale: è la tenuta stessa del patto di cura che Siena si è sempre raccontata di avere con i propri anziani.
 
A preoccupare sono anche le dinamiche che emergono dalla lettura del bilancio. Colpisce in particolare la crescita dei costi per servizi sanitari e socio-assistenziali esternalizzati e affidati in appalto — quasi mezzo milione di euro in più — a fronte di una contestuale riduzione del costo del personale sanitario dipendente. Si tratta di difficoltà nel reperire personale, di una scelta organizzativa o di un progressivo ricorso all’esternalizzazione? Sono domande che meritano risposte puntuali, tanto più che nello stesso periodo crescono anche i costi del personale amministrativo e dirigenziale, nonostante perdite sempre più consistenti: è legittimo chiedere quali benefici concreti questo incremento abbia prodotto in termini di efficienza ed equilibrio economico.
 
Preoccupa infine la riduzione delle disponibilità liquide, diminuite di oltre un milione di euro nell’ultimo esercizio, mentre i crediti verso clienti continuano a crescere — un andamento che potrebbe segnalare crescenti difficoltà di famiglie e utenti nel sostenere il peso delle rette. Va chiarito quale sia l’effettivo stato della riscossione dei crediti, quali i tempi medi di incasso e quali misure ASP intenda adottare per evitare che queste criticità si riflettano ulteriormente sugli equilibri finanziari dell’azienda.
 
Il circolo cittadino di Sinistra Italiana chiede:
 
– trasparenza immediata da parte di Comune e vertici ASP su un piano di risanamento pubblico, con obiettivi, tempi e strumenti verificabili, non solo cifre isolate;
– un chiarimento pubblico della Sindaca Fabio sul perché le rassicurazioni di maggio non abbiano retto due mesi dopo, e su quali informazioni fossero già disponibili all’Amministrazione al momento dell’interrogazione;
– un percorso strutturato di consultazione con i rappresentanti dei familiari e degli ospiti prima di ogni futura decisione tariffaria, coerente con un obbligo di partecipazione che un ente di servizi alla persona dovrebbe considerare non negoziabile;
– misure concrete di tutela per le famiglie che non riescono a sostenere l’aumento, e un confronto reale con la Regione Toscana sui fondi promessi e non ancora erogati.
 
Siena non può permettersi di scaricare sulle famiglie più fragili il conto di una crisi di sistema che riguarda l’intera rete dei servizi cittadini. Su questo, come su tutto ciò che riguarda il futuro della città, si costruisce insieme — o non si costruisce”.
 
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