“Una nuova cultura dell’acqua per la nostra città.
Siamo di fronte a una crisi climatica che sta modificando profondamente il nostro modo di vivere e il nostro territorio. Temperature sempre più elevate e prolungate nel tempo, periodi di siccità sempre più frequenti e duraturi e una crescente pressione sulle risorse idriche sono condizioni che ci impongono di cambiare radicalmente il nostro modo di vivere e, soprattutto, il nostro modo di considerare l’acqua.
L’acqua non è una risorsa infinita. È un bene essenziale, indispensabile alla vita, alla salute, all’agricoltura, all’ambiente e alla stessa vivibilità delle nostre città: non basta pagarla; occorre preservarla nel tempo.
Per questo, a tutti i livelli, dobbiamo costruire una vera cultura dell’acqua. Una cultura che significa innanzitutto non sprecare, riconoscendo in essa una risorsa preziosa da proteggere, utilizzare con responsabilità e consegnare alle generazioni future.
Non è più accettabile utilizzare acqua potabile per attività non indispensabili, in particolare quando il territorio attraversa periodi di forte siccità. Non è più accettabile tollerare sprechi, consumi spropositati e utilizzi impropri senza controlli. Non sono più accettabili ingenti perdite negli acquedotti, specialmente a Siena, dove l’acqua dell’Acquedotto del Fiora è fra le più care d’Italia.
L’azienda erogatrice e chi gestisce i bacini idrici premino le famiglie che consumano meno acqua della media, anche solo con pochi centesimi al metro cubo, come forma di incentivo, e propongano un piano di interventi non solo importante, ma anche proporzionato al costo dell’acqua per gli utenti.
Anche l’Amministrazione può fare qualcosa di importante: emanare ordinanze chiare contro gli sprechi, effettuare controlli, applicare sanzioni, ma anche introdurre sin dagli asili l’educazione all’ambiente e al suo rispetto, giungendo fino a valutare campagne di sensibilizzazione, spiegando ai cittadini che risparmiare non significa rinunciare alla qualità della vita, ma contribuire concretamente alla difesa di una risorsa dalla quale dipende il futuro della nostra comunità.
È possibile ridurre gli sprechi ovunque. In alcuni casi poco, in altri molto. Ma anche il poco può servire da esempio: utilizzare sistemi di irrigazione efficienti; favorire la raccolta delle acque meteoriche e, dove tecnicamente e normativamente possibile, il loro riutilizzo per gli impieghi non potabili, ecc..
Va raggiunto un nuovo modo di comportarsi, un diverso modo di vivere nel rispetto di una risorsa limitata: ogni litro d’acqua ha un valore.
L’emergenza idrica non è un problema che riguarda soltanto il futuro. È già una questione del presente.
Siena, in questo campo, possiede qualcosa che molte altre città non hanno: una storia straordinaria di cura, ricerca e rispetto dell’acqua. Per secoli i senesi hanno affrontato il problema dell’approvvigionamento idrico con ingegno, sacrificio e una straordinaria capacità di progettazione.
I Bottini ne sono la testimonianza più evidente: una rete sotterranea costruita nei secoli per raccogliere e condurre l’acqua, un’opera straordinaria che ancora oggi racconta quanto l’acqua fosse considerata un bene prezioso da cercare, proteggere e conservare.
Non dobbiamo limitarci a ricordare ciò che i senesi facevano di straordinario nel passato. Anche il Museo dell’Acqua, realizzato alle Fonti di Pescaia, rappresenta, in questo senso, uno strumento importante per trasmettere alle nuove generazioni il valore di quella straordinaria esperienza. Dalla memoria alla responsabilità.
Siena ha dimostrato nei secoli di sapere quanto l’acqua fosse preziosa. Ogni Istituzione, Ente, Azienda e cittadino è chiamato a fare la sua parte, per un utilizzo consapevole di quello che viene spesso definito il “petrolio blu”.
L’acqua non è nostra. La stiamo prendendo in prestito dal futuro”.