SIENA. «In questi anni ho frequentato molti atenei, per sottolineare il ruolo che la rete delle università – antiche e recenti – svolge nel nostro Paese. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, vi sono, come è noto, sei grandi missioni: la quarta riguarda l’università e la scuola, con l’obiettivo di accrescere l’offerta universitaria, di farne aumentare la qualità, di ampliarla, accompagnata – questa – anche da una destinazione di risorse in misura rilevante per l’università. Questo perché è indispensabile, per lo sviluppo del Paese, per il suo rilancio attraverso questo piano, il ruolo delle università. È indispensabile quindi accrescerne possibilità, strutture, interventi e ambiti per far crescere nel nostro Paese il livello culturale, il numero di laureati e la consapevolezza dell’importanza della competenza e della scienza. Anche perché abbiamo bisogno, sempre di più, di sviluppare la conoscenza attraverso studio e ricerca da parte delle varie branche, dei vari rami del sapere, in crescente interrelazione fra di loro – sia sapere umanistico che sapere scientifico – per trovare prospettive di ricerca e di studi posti sempre nelle scoperte e nell’avanzamento al servizio della persona umana. Otto secoli di storia dell’ìUniversità di Siena consentono uno sguardo attento e uno sguardo lungimirante. Auguri, buon anno accademico”.
Il rettore, con a fianco la prorettrice Sonia Carmignani, il docente prolusore Roberto Venuti e i direttori dei 14 dipartimenti dell’Ateneo, ha presentato la sua relazione. «E’ un grande onore la presenza del Presidente alla nostra cerimonia – ha detto il rettore Francesco Frati – . Proprio ora che, dopo venti mesi nei quali abbiamo lavorato più sull’emergenza che sulla programmazione, si apre un periodo nel quale all’auspicato ritorno alla normalità sembra corrispondere la disponibilità di rilevanti risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la formazione e la ricerca e, soprattutto, per creare una nuova generazione di ricercatrici e ricercatori. Siamo impegnati a costruire le migliori progettualità possibili, così da trasformare l’impegno economico dell’Europa e del Governo in risultati concreti, in particolare sui processi di transizione digitale ed ecologica». Il rettore è poi intervenuto su un’eccellenza di ricerca dell’Ateneo, quella delle scienze della vita, «che ci rende protagonisti sul piano internazionale. Siena è una terra di vaccini da quando Achille Sclavo fondò l’omonimo istituto e Albert Sabin venne proprio qui a produrre quello anti-polio. Le ricercatrici e i ricercatori di oggi sono suoi eredi. Anche in questo caso parliamo di un impegno collettivo, che vede insieme la ricerca universitaria, un grande e prestigioso ospedale, la capacità innovativa dei laboratori della Fondazione Toscana Life Sciences e grandi, medie e piccole imprese, spesso nate nei laboratori universitari. Un ruolo da protagonisti che condividiamo con gli altri Atenei toscani, ai quali ci lega, grazie anche al sostegno della Regione Toscana, una stretta collaborazione».
Dopo aver parlato dell’efficacia della collaborazione nelle attività di ricerca, il rettore ha sottolineato anche la rilevanza dell’integrazione dei saperi. «Abbiamo recentemente costituito il Siena Artificial Intelligence Hub, in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, all’interno del quale sono state accolte una trentina di piccole e medie imprese provenienti da tutta Italia, le cui esigenze di ricerca e sviluppo si trasformano in sfide per la creatività delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori. E sempre basato sull’integrazione dei saperi è, ad esempio, il Corso di laurea professionalizzante in Agribusiness, per il quale l’interesse degli studenti è crescente, professionalità che potranno sostenere le imprese agroalimentari della Toscana meridionale».
«Accanto al contrasto alla pandemia – ha proseguito il rettore – la lotta al cambiamento climatico è l’altra grande sfida globale che ci troviamo ad affrontare: Siena ha già raggiunto da qualche anno la neutralità rispetto all’emissione di anidride carbonica in atmosfera. Quello che è un obiettivo globale, nella nostra provincia è stato già raggiunto; partendo dalle nostre attività di ricerca, abbiamo coinvolto i principali attori istituzionali costituendo l’Alleanza senese per la Carbon Neutrality».
Il rettore ha concluso il suo discorso ringraziando la comunità universitaria per l’impegno e il senso di responsabilità – sia da parte dei dipendenti, sia da parte degli studenti – dall’inizio della pandemia e in particolare il personale sanitario, “esempio di professionalità e umanità”, e ha ricordato l’orgoglio provato, cinque anni fa, all’inizio del suo mandato. «Accingendomi ora a iniziare il mio ultimo anno, a quell’immutato senso di orgoglio si è aggiunta la convinzione e la gratificazione di essere rappresentante di una comunità coesa, consapevole dell’importanza della propria alta missione, alla cui realizzazione tutte e tutti contribuiscono».































