Siena Pirata chiede come avvenga il "miracolo"
SIENA. Da Siena Pirata ricrviamo e pubblichiamo.
“Ha sfidato le leggi della fisica, della logica e del buonsenso, ma continua a funzionare ogni mattina puntuale come la sveglia: è il curioso fenomeno della “benzina a fisica quantistica”.
Un prodigio dell’economia moderna per cui il carburante depositato lunedì nella cisterna sotterranea di un distributore a 1,80 €/litro cambia valore il mercoledì mattina, pur essendo esattamente lo stesso identico liquido, versato dallo stesso camion e mai toccato da nessuno.
Siamo di fronte all’unico prodotto al mondo che aumenta di prezzo mentre è chiuso in un bidone sotto terra senza fare nulla. Nessun miglioramento di qualità, nessuna stagionatura come il Parmigiano Reggiano, eppure il display del distributore sale.
La spiegazione delle compagnie petrolifere è un capolavoro di retorica finanziaria chiamato “Costo di Rimpiazzo”. Secondo questa logica, l’automobilista non paga la benzina che sta effettivamente inserendo nel serbatoio, ma la previsione di quanto costerà al gestore ricomprare la benzina della settimana prossima. Un po’ come se andaste al bar a prendere un caffè già estratto dal macinino e il barista vi chiedesse 3 euro invece di 1,20 € dicendo: “Eh, ma se domani il Brasile viene colpito da una gelata, il prossimo sacco mi costerà di più”.
Provate a immaginare un panettiere che sforna 100 sfilatini la mattina alle 6. Se alle 11:00 il grano alla Borsa di Chicago sale del 5%, il panettiere cambia l’etichetta sul pane già freddo e sfornato da ore. Nel commercio normale verrebbe considerato un abuso; nel mercato dei carburanti si chiama semplicemente «allineamento ai listini internazionali».
In attesa che la scienza spieghi come un liquido inerte possa speculare su se stesso, mentre è sepolto sotto tre metri di asfalto, si raccomanda agli automobilisti italiani di fare rifornimento con filosofia: la benzina sarà pure sempre la stessa da tre giorni, ma l’illusione di pagarla al prezzo di mercato attuale è assolutamente nuovissima”.




