"Il governo spegne la luce e sconfessa la politica locale che chiede tavoli e coinvolgimento trasversale"
SIENA. «La vicenda del Monte dei Paschi di Siena produce una contraddizione politica che suscita profondo sconcerto. Ci chiediamo con che animo gli esponenti della destra locale si presenteranno al Consiglio Comunale del 24 giugno, visto che i loro leader nazionali li hanno già clamorosamente sconfessati». Lo dichiara in una nota Fiorino Pietro Iantorno, segretario cittadino di Sinistra Italiana Siena.
«Mentre la sindaca Nicoletta Fabio e il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti chiedono tavoli territoriali e coinvolgimento trasversale, da Roma il governo spegne la luce. Al G7 di Evian, Giorgia Meloni è stata categorica, liquidando la pratica come “dinamiche di mercato” in cui il governo non ha ruolo. Sulla stessa linea il vicepremier Tajani, che ha già escluso il ricorso al Golden Power. Di fronte a questa distanza siderale, la realtà è evidente: a Roma la destra senese non conta assolutamente nulla, oppure sta prendendo in giro i cittadini. Peccato che la mano invisibile del mercato venga citata solo quando si fa gli interessi di pochi».
«È palese — incalza l’esponente di Sinistra Italiana — che la destra locale non abbia alcun peso politico davanti ai propri vertici nazionali, compreso l’onorevole Michelotti, che pure frequenta Roma e la Meloni dovrebbe vederla, anche se sappiamo che la nostra prima ministra non ama frequentare il Parlamento. La promessa della “filiera di governo” di destra che avrebbe dovuto aiutare Siena si è rivelata un bluff colossale: da Roma non è arrivato nulla, solo chiacchiere, esattamente come per la vertenza Beko».
«Mentre la politica si avvita nelle sue contraddizioni — prosegue Iantorno — oltre 3.000 lavoratori tra Siena e Firenze attendono risposte. Come denunciano i sindacati, il valore di MPS nasce dal lavoro di chi l’ha tenuta in piedi, non dai salotti della finanza. Nuove fusioni al buio significano solo tagli e una desertificazione bancaria che colpirà l’Amiata, le aree interne e tutto il sud della Toscana. La stessa sindaca Fabio ha ammesso che il tavolo territoriale non potrà incidere sulle decisioni reali: è la firma ufficiale sulla totale marginalità di questa amministrazione. Per non parlare dell’indotto da quello legale a quello immobiliare solo per fare un paio di esempi, che subirà profonde perdite».
«Migliaia di famiglie sono appese al mercato perché il governo si è chiamato fuori, e la destra locale risponde con un Consiglio Comunale che rischia di essere solo una passerella. Siena merita interlocutori credibili, che abbiano voce reale nei luoghi in cui si decide. Questa situazione drammatica deve darci una svegliata. Dobbiamo tornare a pensare a un progetto basato sulla competenza, lontano da quelle logiche trasversali che in passato hanno inquinato anche la sinistra e che hanno precise responsabilità nel fallimento della banca. Offrire un quadro politico nuovo, pulito e autonomo è il nostro compito. Su MPS non resteremo in silenzio», conclude il segretario cittadino.




