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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

I monopolisti della spazzatura e l’affare politico

Il conto salato lo paga sempre Pantalone

di Enzo Martinelli

SIENA. Secondo quanto ha riferito la stampa (17 luglio 2026) il Consiglio Comunale di Siena ha aumentato la TARI del 3,5% , “un rialzo analogo a quello dello scorso anno”. Dopo poche settimane è arrivata a casa la bolletta di Sigerico. Nel 2024 l’importo era €.351, nel 2025 €.383 e nel 2026 €.406. Due conti per constatare che in un paio d’anni c’è stato un aumento del 16 per cento. Tra la propaganda e la realtà c’è sempre stata (e sempre ci sarà) molta differenza, confermata anche in questa occasione.

Sta di fatto che la gestione dei rifiuti è diventata un “grande affare economico” sul quale la politica si è gettata a piene mani. Ha costruito strutture monopolistiche intercomunali, distrettuali, società partecipate relazionate con imprese private (che ovviamente puntano al profitto), dove i confini tra l’interesse dei cittadini e quelli di chi investe nel settore non coincidono. Creare aziende pubbliche per la politica significa assegnare posti, piazzare “clienti” nei consigli di amministrazione, nei collegi dei revisori, nominare dirigenti, regolare carriere e trasferimenti di personale, promuovere investimenti, gestire appalti e sub appalti, avere a disposizione denaro per le sponsorizzazioni ecc. Quando poi il servizio pubblico come quello dei rifiuti, viene amministrato in regime di monopolio, quindi senza concorrenza, e quando i costi, compresi quelle della “mala gestio” reale o supposta che sia, vengono comunque garantiti e coperti dalle bollette dei cittadini, il gaudio politico è davvero “magnum”! I cittadini che pagano e che spesso sono insoddisfatti dei servizi invece mugugnano.

Per la verità le problematiche da affrontare nel settore sono complesse, perché è difficile tenere insieme la qualità della vita, la tutela dell’ambiente, lo sviluppo economico e la sua sostenibilità sociale. Non a caso sulle possibili soluzioni si prospettano sempre posizioni diversificate o alternative, che le ideologie tendono spesso ad esasperare, allontanando il sano pragmatismo gestionale.

Ma se la Giunta Regionale della Toscana, modello di coalizione del “campo largo”, per la prima volta si spacca dopo neppure un anno di vita sulla gestione dei rifiuti significa che le poste e gli interessi in gioco sono alti e le soluzioni divergenti.

Il riformista pragmatico Giani Bifronte (continuità e discontinuità gestionale) vuol investire da 130 a 150 milioni di euro per la costruzione dell’impianto di ossidazione termica a Peccioli, promettendo una riduzione del 20% della Tari alla quale non crede nessuno. Finora le promesse di contenimento delle spese non sono mai state mantenute né a Firenze e neppure a Siena dove il servizio è gestito da SEI-gruppo Iren.

Quest’ultima società nell’anno 2025 ha registrato ricavi per €.235 milioni (più del doppio delle entrate correnti del Comune di Siena), ha n.1069 dipendenti (un terzo in più del Comune), paga €.50 milioni di stipendi ed ha fatto investimenti per €.36 milioni promettendo “efficientamento” dei servizi e riduzione dei costi.

Per ora sono stati soltanto ridotti e allontanati dalle abitazioni i punti di raccolta dei rifiuti, cambiati per l’ennesima volta i cassonetti (prima in plastica, poi in ferro, in seguito attrezzati con i contatori e tessere di plastica, ora con contenitori colorati, infine abolita la tessera). Operazioni costose e talvolta contraddittorie che hanno comportato l’acquisto di nuovi automezzi per lo svuotamento. Insomma un andazzo di compra, baratta e vendi nel quale sono aumentati gli appalti e non sono diminuite le bollette. Anzi! Il tutto ha consentito all’azienda un utile lordo prima delle imposte di €.7.784.000, netto €.5.758.000.

La cronaca prosegue dunque in modo convulso e sconcertante. L’altro ieri i sindaci di destra e di sinistra, oltre a quelli civici, hanno approvato all’unanimità i bilanci di SEI. Ieri la recita “fascisti e antifascisti” di Ennio Flaviano. Oggi al mattino “uniti e compatti” sul Monte, a sera “governativi e antigovernativi”. Domani molti elettori, che pagano salata la bolletta, non andranno a votare oppure acclameranno Vannacci e forse il “Vaffa e Rivaffa” di Grillo.

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