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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Garante toscano per i diritti all’infanzia: Scaramelli sì, Scaramelli no

Pareri opposti dei consiglieri comunali e dell'associazione Noi Siena

SIENA. “Come Associazione Noi Siena riteniamo necessario riportare l’attenzione sui fatti riguardo alla designazione di Stefano Scaramelli quale possibile Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, figura che sarà votata dal Consiglio regionale. Questa carica è vacante da un anno e, anche in passato, è stata a lungo impossibilitata ad agire. È singolare che solo oggi, all’improvviso, diventi terreno di scontro. A nostro avviso il curriculum di Scaramelli è pienamente adeguato e la sua esperienza politico amministrativa rappresenta un valore aggiunto, non un limite. È legittimo che ogni forza politica esprima valutazioni, ma è altrettanto importante evitare letture strumentali che confondono il piano istituzionale con quello del confronto politico”. Così David Chiti, presidente dell’Associazione Noi Siena

Noi restiamo ai fatti. Se oggi in Toscana esiste un servizio di pronto soccorso pediatrico h24 in tutti gli ospedali, è anche grazie al lavoro concreto portato avanti da Scaramelli durante i suoi mandati regionali. Se esiste una Rete Pediatrica regionale, è frutto di una sua intuizione. Sono risultati nati dall’ascolto dei cittadini, dalle oltre 3.500 firme raccolte dalla nostra Associazione e trasformate — grazie a competenza e determinazione — in una legge che tutela bambini e famiglie in tutta la Toscana.

Questo è solo uno dei tanti esempi che hanno caratterizzato il suo impegno: ascolto dal basso, attenzione ai più piccoli, capacità di trasformare bisogni reali in atti concreti. Temi come i disturbi alimentari, il bullismo, il sostegno all’associazionismo lo hanno visto sempre in prima linea. È su questo che dovrebbe basarsi una valutazione seria del curriculum. E il suo, per noi, è ampiamente meritevole.

Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche: riconoscere il valore di un percorso fatto di ascolto, vicinanza e risultati. I cittadini chiedono persone credibili nelle istituzioni, capaci di comprendere e rappresentare i bisogni dei minori. Non burocrati né figure scelte per appartenenze o amicizie. La carica di Garante, rimasta a lungo senza titolare, non merita di essere trasformata in un campo di battaglia. È un atteggiamento che non aiuta nessuno e che non rispetta la funzione stessa.

Per quanto ci riguarda, l’esperienza maturata da Scaramelli nell’ascolto delle famiglie, nella promozione di servizi per i più deboli e nella capacità di trasformare le istanze sociali in atti amministrativi è un elemento che merita attenzione. Il resto spetta al Consiglio regionale, nella sua piena autonomia.

Un gruppo di amministratori locali si interroga sui criteri di nomina

“Constatiamo che il Campo Largo non è estraneo alle logiche del ‘manuale Cencelli’. Ci siamo da subito interrogati su quali requisiti specifici potesse avere l’ex consigliere regionale di Casa Riformista, Stefano Scaramelli, per ricoprire la carica di Garante toscano per i diritti dell’infanzia. Poi abbiamo visto che non siamo stati i soli a porci questa domanda, essendo intervenute contro la nomina anche oltre 40 associazioni toscane del mondo del Terzo Settore”, così i consiglieri comunali del Comune di Siena Lorenza Bondi, Silvia Armini, Marco Falorni, Davide Ciacci, Michele Cortonesi, Leonardo Pucci e il consigliere provinciale, Paolo Salvini.

“Sempre di più, nella società contemporanea, il tema dei diritti dell’infanzia riveste un ruolo centrale per la delicatezza degli impatti che ricadono su una categoria particolarmente fragile per sua stessa natura. Per questo motivo, nell’interesse collettivo, riteniamo che non sia materia su cui possa e debba prevalere una mera logica di ‘contentini’, bensì una selezione accurata in base alle specifiche competenze maturate nel settore. Ritenendo che, in qualsiasi contesto, il salto di qualità sia che si tratti di un tema preciso che delle realtà territoriali in generale lo fanno le persone, le capacità che riescono ad esprimere, e non un banale ‘risiko’ su carta in cui i posizionamenti avvengono per bilanciamenti che non riflettono le necessità reali”.

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