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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Ferretti presenta un’interrogazione sul trasporto pubblico

SIENA. Anna Ferretti ha presentato un’interrogazione sulla modifica del trasporto pubblico.

“La modifica della linea 3 che serviva la zona dei Tufi e collegava questa parte di città con poli importanti come stazione, ospedale, piazza Gramsci ha suscitato rimostranze da molti cittadini e realtà sociali che ai Tufi vivono e lavorano.
La mobilità pubblica è un fattore importante per la qualità di vita di una città, e Siena è ai primi posti in Italia per l’utilizzo dei mezzi pubblici.
Mantenere questi livelli, ridurre l’uso del mezzo privato,  è possibile però se il trasporto pubblico è efficiente, puntuale e risponde ai bisogni di tutta la polazione.
Variare la linea 3 per incrociarla con i servizi che vengono dal Sud della città (linea 2), implementare il servizio con un pollicino che serve i quartieri ovest di Siena, non è rispondere a tutti i cittadini.  Le persone che arrivano con la linea 2 devono giustamente trovare una coincidenza per arrivare a stazione e ospedale, ma non è detto che questo debba risolversi peggiorando la qualità del servizio svolto fino ad ora, dalla linea 3, per la zona dei Tufi.
Questo quartiere è ricco di attività: la RSA Caccialupi con 37 posti letto, il Dipartimento universitario di Scienze politiche e internazionali, Accademia dei Fisiocritici, la scuola media San Bernardino, l’Istituto di Istruzione superiore Piccolomini, servizi socioeducativi tra cui Le Bollicine, la mensa universitaria, il Cimitero monumentale della Misericordia, oltre gli abitanti della zona .
Togliere la linea 3 per sostituirla con un pollicino, costringere persone, spesso anziane o con handicap, ad attendere coincidenze e a salire e scendere dai mezzi, non è rispondere ai bisogni di tutti le persone.
Per chi vive in città già è stata variata la linea 54: non ferma più a Piazza Postierla, ma a Sant’Agostino, non fa più capolinea a Piazza Indipendenza per motivi di incolumità delle persone (per ora in via sperimentale): tutto questo senza incontri con i cittadini, ma con soluzioni già confezionate.
E’ importante dunque capire bene queste scelte, se sono dettate da motivi economici o da una non attenta valutazione dei bisogni della cittadinanza, in particolare di quella più vulnerabile”. 
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