Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

“Disagio giovanile e propaganda politica: Siena merita risposte serie”

Patto per il Nord dice no a strumentalizzazioni ideologiche

SIENA. Da Patto per il Nord – Siena riceviamo e pubblichiamo.

“Ancora una volta una parte della sinistra senese dimostra di voler utilizzare qualsiasi fatto di cronaca per alimentare lo scontro politico e ideologico, anche davanti ad una vicenda grave e delicata che coinvolge dei minorenni. Nazismo, fascismo, odio razziale e violenza politica non appartengono alla nostra cultura e vanno condannati senza ambiguità. Ma proprio per questo riteniamo irresponsabile utilizzare una vicenda tanto delicata per alimentare l’ennesima campagna ideologica.
 
Anziché affrontare seriamente il tema del disagio giovanile, della perdita di riferimenti educativi e delle difficoltà sociali che attraversano anche il nostro territorio, c’è chi preferisce trasformare tutto nell’ennesima occasione per fare propaganda politica. Un atteggiamento irresponsabile che non aiuta Siena e non aiuta le famiglie. Il problema è molto più ampio e riguarda fenomeni che da anni stanno crescendo anche nella nostra città: fenomeno maranza, baby gang, risse tra giovanissimi, degrado sociale, difficoltà nei processi di integrazione ed un progressivo impoverimento del tessuto comunitario.
 
Quando un territorio perde comunità, relazioni sociali, appartenenza e controllo sociale diffuso, aumentano inevitabilmente isolamento, disagio e devianza. Fingere che tutto questo non abbia conseguenze significa non voler capire il problema.
Non servono lezioni morali o antifascismi di facciata usati per colpire l’avversario politico. Serve invece il coraggio di interrogarsi sul modello di città costruito a partire dagli anni ’80: un modello che ha progressivamente allontanato residenti, famiglie e giovani dal centro storico, indebolendo quel tessuto sociale che aveva sempre rappresentato la vera forza di Siena.
 
Per anni si è pensato che bastassero consumismo, individualismo e globalizzazione a sostituire comunità, identità e appartenenza. Oggi vediamo le conseguenze di quella deriva anche nelle nuove generazioni.”
 
[banner_mobile]