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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Dall’AI alla videochiamata: gli anziani delle Rsa scoprono il digitale

Al via il percorso di alfabetizzazione "ASPettAVO un clic"

SIENA. Imparare a inviare una fotografia, fare una videochiamata, cercare informazioni sui propri interessi e riconoscere un messaggio sospetto. Sono alcuni degli obiettivi di “ASPettAVO un clic – Insieme per imparare, comunicare e restare vicini”, il progetto di alfabetizzazione digitale promosso da AVO Siena ODV e rivolto agli anziani delle strutture di ASP Città di Siena.

Il percorso ha preso il via oggi, mercoledì 14 ottobre, e vede il coinvolgimento di Butini Bourke e centro diurno La Mimosa, con dieci incontri pratici da 60 a 75 minuti ciascuno, rivolti a gruppi di 15–20 ospiti. La partecipazione è volontaria e le attività sono adattate alle capacità, ai bisogni e ai tempi di ciascuno. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra AVO Siena ODV e ASP Città di Siena e mette insieme l’esperienza di vicinanza dei volontari e le competenze tecniche e didattiche di Valeria Donato, assegnista di ricerca in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi all’Università di Urbino Carlo Bo che curerà gli incontri.

“L’AVO ritiene questo progetto molto utile alle persone fragili che spesso si trovano indifese rispetto alle nuove tecnologie, con il rischio che vengano a sopraffatte. Per questi motivi, dare una base di conoscenza su tali strumenti consente, non solo di poterli utilizzare in modo più efficace ma anche di poter valutare al meglio gli abusi e le truffe sempre più frequenti. Aiutare le persone fragili è e rimane la missione principale della nostra Associazione anche attraverso queste iniziative”, commenta Daniele Poggialini di AVO Siena. 

“Essere accolti in una RSA, in una RA o in un centro diurno non significa vivere in una bolla, separati dalla realtà o esclusi dai cambiamenti del nostro tempo”, sottolinea il Direttore di ASP Città di Siena, Rocco Lerose. “Al contrario, significa continuare a far parte della comunità, con i propri bisogni, i propri affetti, i propri interessi e il diritto di accedere agli strumenti che oggi permettono di comunicare, informarsi e partecipare. Questo progetto – prosegue – va esattamente in questa direzione: contrastare ogni forma di isolamento, anche quello digitale, e offrire ai nostri ospiti occasioni concrete per sentirsi più vicini alle famiglie, più autonomi e più consapevoli. La tecnologia può essere una straordinaria alleata, ma non va subita né idealizzata: va compresa, accompagnata e governata. Anche per questo abbiamo ritenuto importante affrontare non solo l’uso pratico dello smartphone o delle videochiamate, ma anche i temi della sicurezza, della privacy e dell’intelligenza artificiale, che devono essere conosciuti con attenzione e senso critico. Inclusione, dignità e qualità della vita passano oggi anche da qui”.

“Poter fornire degli strumenti che rendano gli anziani digitalmente autonomi significa contribuire al benessere sociale e democratico della comunità”, aggiunge Valeria Donato. 

 

Il programma parte dalle funzioni essenziali dello smartphone e prosegue con messaggi, fotografie e videochiamate, ricerche online e sicurezza digitale. Sono previsti anche incontri dedicati all’intelligenza artificiale: i partecipanti potranno sperimentare richieste semplici e imparare a considerare le risposte come possibili fonti di errore, da verificare con attenzione. Particolare attenzione sarà dedicata alla sicurezza e alla tutela della riservatezza. Ogni partecipante potrà raccogliere attività e progressi in un proprio “Passaporto Digitale”, pensato per valorizzare l’esperienza e dare consapevolezza sui temi affrontati.

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