SIENA. Buone notizie per i geometri che lavorano come consulenti tecnici d’ufficio e periti giudiziari: dopo 24 anni potrebbe finalmente sbloccarsi l’aggiornamento dei loro compensi. Con la sentenza n. 14327 del 2026, infatti, il TAR del Lazio ha stabilito che il Ministero della Giustizia e il Ministero dell’Economia e delle Finanze dovranno intervenire entro 120 giorni per rivedere le tariffe. La decisione riguarda tutti i professionisti che svolgono incarichi tecnici per i tribunali, compresi i geometri.
La vicenda. I compensi per i professionisti che lavorano come consulenti tecnici d’ufficio e periti giudiziari sono attualmente calcolati sulla base di tariffe approvate nel 2002. Da allora non sono mai state aggiornate, nonostante la legge preveda una revisione ogni tre anni per adeguarle all’aumento del costo della vita.
Le figure professionali coinvolte. Il consulente tecnico d’ufficio, conosciuto come CTU, è il professionista al quale il giudice chiede aiuto quando, durante una causa, è necessario chiarire aspetti tecnici. Un geometra può essere chiamato, per esempio, a valutare un immobile, stimare un danno, verificare la regolarità di un’opera o accertare i confini di una proprietà. Si tratta di incarichi delicati, che richiedono competenza, imparzialità e responsabilità. Per questo il mancato aggiornamento dei compensi rappresenta da anni un problema per tutti i professionisti che lavorano al servizio della giustizia.
Le nuove tariffe. Secondo i calcoli presentati nel ricorso, l’aggiornamento potrebbe portare a un aumento dei compensi di circa il 60 per cento. La percentuale definitiva dovrà comunque essere stabilita dai Ministeri con un apposito provvedimento. Se i Ministeri non rispetteranno il termine di 120 giorni, potrà intervenire un commissario incaricato di portare avanti la procedura.
Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della provincia di Siena seguirà gli sviluppi e informerà gli iscritti sui prossimi provvedimenti.




