Palio: divieti, limitazioni e regole anacronistiche
Foto concessa in esclusiva al Cittadino dal fotografo Gigi Lusini di Augusto Mattioli
SIENA. Strano a dirsi, ma c’è un luogo in Piazza del Campo in occasione della corsa del Palio da dove non si possono fare assolutamente foto. È la terrazza della stampa dove chi fa informazione e un giornalista potrebbe aiutarsi con le immagini per un suo pezzo. C’è da anni un divieto assoluto di scattare foto, difficile da far rispettare – peraltro – nei momenti concitati della corsa. Del resto, chi scrive le ha sempre fatte sottolineando l’assurdità di una disposizione del genere.

Foto di Augusto Mattioli
L’origine di questo divieto risale all’epoca del sindaco Piccini, quando il regista Franco Zeffirelli chiese di poter fare delle riprese dalla Torre, ricevendone un rifiuto. Tra i due fu polemica a non finire. Da qui nacque una disposizione del Comune per cui le foto dall’alto non si potevano fare. Compresa quindi la terrazza stampa. Un divieto arrivato fino ad oggi. Pare anacronistico, in un periodo in cui le immagini del Palio sono migliaia grazie ai cellulari. Un divieto che peraltro si aggiunge alle varie disposizioni che appunto regolamentano sempre qualcosa in più della festa e che via via sono aumentate negli anni, soprattutto in nome della sicurezza.
Ci sono immagini che non vedremo più come, ad esempio, quelle dei rapidi controlli ai cavalli nel cortile del Podestà negli anni settanta. O come quelle della consegna dei nerbi ai fantini all’uscita dell’entrone per il palio. O quelle famose del fotografo Gigi Lusini, che da una finestra interna del Palazzo pubblico riprese dall’alto i fantini in circolo, mentre ascoltavano il mossiere. Ora durante le prove è un problema per il giornalista e fotografo anche solo dare una occhiata all’interno del cortile del Podestà con il cordone dei vigili urbani davanti all’entrone.
Si dirà che il Palio è cambiato. Ovviamente. Nella forma esterna no, ma nei piccoli particolari questo è accaduto spesso proprio in nome della sicurezza. Particolari che hanno tolto alla festa qualche cosa di genuino.
Ringraziamo Gigi Lusini per la gentile concessione della foto citata da Augusto Mattioli




