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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Al Piccolomini un viaggio nella storia della calligrafia

Un'occasione per gli studenti nella prima Giornata nazionale dell'ascolto dei minori

SIENA. In occasione della prima giornata nazionale dell’ascolto dei minori, stabilita dal Governo per oggi 9 aprile 2025, le classi 1A del Liceo Classico e 1A del Liceo Musicale dell’Istituto Piccolomini di Siena hanno scelto di realizzare un’attività che, in modo originale e profondo, ha unito la tradizione della scrittura con il valore dell’ascolto. Gli studenti delle due classi, accompagnati dalle insegnanti di Lettere Stefania Giosa e Elena Bozzi, hanno ospitato all’interno dell’Istituto un’esperta calligrafa, Adele Boriosi, la cui passione per quest’arte ha reso l’esperienza ancora più coinvolgente e motivante.

Sotto la guida esperta di Adele Boriosi, gli studenti hanno avuto l’opportunità di fare un viaggio nel tempo attraverso gli strumenti e le tecniche della calligrafia. Hanno avuto modo di conoscere l’evoluzione degli strumenti di scrittura, dal calamo alla penna d’oca, fino ad arrivare alla moderna penna a sfera, e di comprendere come anche i supporti siano cambiati nel tempo, passando dal papiro alla pergamena e alla carta. Hanno potuto toccare, annusare e vedere da vicino gli ingredienti degli inchiostri e le risorse naturali utili alla creazione di colori per le miniature e la tintura dei tessuti. Attraverso la spiegazione del lento e ponderato processo di creazione della calligrafia, gli alunni e le alunne hanno avuto l’opportunità di riflettere sul valore delle parole scritte e sul loro potere di comunicazione. In un mondo veloce e tecnologico, essi hanno potuto riscoprire l’arte della calligrafia come strumento di espressione, ma anche come momento di riflessione profonda su come, attraverso l’ascolto, si può imparare a comprendere meglio se stessi e gli altri.

Adele Boriosi ha spiegato: “La calligrafia non è solo un atto di scrittura, ma un atto di ascolto. Ogni parola che scriviamo è il frutto di un pensiero che deve essere compreso prima di essere espresso. Quando tracciamo una lettera, dobbiamo ascoltare il nostro corpo, il nostro respiro e la nostra mente, perché è solo così che possiamo davvero comunicare qualcosa di autentico. Scrivere con passione è un atto che ci obbliga a prendere il tempo necessario per riflettere e ascoltare ciò che vogliamo dire”.

Con questa iniziativa le professoresse Giosa e Bozzi hanno voluto offrire ai propri studenti una possibilità di riflessione e crescita, mettendo al centro il diritto dei minori di essere ascoltati non solo attraverso le parole, ma anche attraverso l’espressione della propria interiorità e della propria creatività. La scrittura, infatti, è sempre stata uno dei mezzi più potenti per comunicare, ma oggi più che mai è anche un atto che richiede rispetto e attenzione verso gli altri.

Stefania Giosa, intervenendo sul tema dell’ascolto, ha affermato: “Oggi l’ascolto deve essere praticato in modo consapevole. Questo è il legame che ci unisce alla prima giornata nazionale dell’ascolto dei minori: imparare che ogni forma di espressione, anche quella scritta, può essere un atto di rispetto e di inclusione. La scrittura non è solo un gesto fisico, ma una pratica che ci connette al passato e ci proietta al futuro”.

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