Il 31 maggio dalle ore 10 alle 18 è in programma un open day nell’area
CASTELNUOVO BERARDENGA. Sono riprese a Castelnuovo Berardenga le indagini archeologiche nell’area etrusca di Piano Tondo. Gli studenti francesi sono tornati sul sito e, con loro, è ripartita la nuova campagna di scavo in uno dei contesti più importanti per la ricostruzione della storia antica della Berardenga. Le attività proseguono grazie alla collaborazione tra il Comune di Castelnuovo Berardenga, titolare della concessione, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, l’Università Cattolica di Parigi, l’Università degli Studi di Siena e altri istituti italiani e francesi coinvolti nel progetto.
Per condividere con la cittadinanza l’avanzamento del lavoro, domenica 31 maggio, dalle ore 10 alle 18, è in programma un open day nell’area di Piano Tondo. Chi vorrà potrà recarsi sul posto e visitare lo scavo, accompagnando da vicino una ricerca che sta restituendo nuovi elementi sulla presenza etrusca nel territorio comunale.
“La ripresa degli scavi a Piano Tondo è una notizia importante per Castelnuovo Berardenga – dichiara il sindaco Fabrizio Nepi –. Questo sito racconta una parte profonda della nostra storia e il ritorno degli studenti francesi conferma il valore scientifico del lavoro avviato. L’open day del 31 maggio sarà un’occasione preziosa per avvicinare cittadini e visitatori a un patrimonio che appartiene alla comunità e che vogliamo continuare a studiare, tutelare e valorizzare”.
L’area di Piano Tondo, già oggetto di scavi tra il 1977 e il 1984, aveva restituito importanti reperti, in particolare decorazioni architettoniche che indicavano la presenza di una residenza aristocratica. Nelle immediate vicinanze era stato inoltre individuato un contesto sepolcrale principesco, la necropoli del Poggione, con tre tombe a camera in travertino, probabilmente inserite in un tumulo circolare ormai scomparso. Nei primi mesi del 2022, nell’ambito di un’indagine di archeologia preventiva legata all’impianto di una vigna a valle del pianoro, era stata scavata da Federico Salzotti una piccola area produttiva funzionale alla residenza, con due fornaci risalenti all’epoca orientalizzante, tra il 675 e il 575 a.C.
La campagna condotta dall’équipe francese, guidata dalla professoressa Sandra Jaeggi con il professor Lucas Aniceto, ha già permesso di individuare ulteriori evidenze materiali di un importante sito di insediamento etrusco, una “regia” principesca collegata alla necropoli del Poggione, scavata negli anni Ottanta da Elisabetta Mangani.
I ritrovamenti confermano quanto emerso dalle indagini geomagnetiche, georadar e lidar effettuate nell’area di Piano Tondo dal team del professor Stefano Campana con la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Siena e il supporto del professor Giuseppe Piro del CNR. Le ricerche avevano evidenziato anomalie nel sottosuolo, oggi ulteriormente approfondite attraverso lo scavo.
Le indagini, estese ai terrazzamenti sul lato est del pianoro, hanno riportato alla luce numerose tegole e coppi, elementi in bucchero, ceramiche fini da mensa e da conservazione, elementi in metallo, un frammento di base in pietra lavorata e parti di decorazioni fittili. Sono emerse anche vecchie trincee di scavo e nuovi allineamenti che, una volta georeferenziati dall’Università di Siena, consentiranno di definire con maggiore precisione la planimetria del sito.
L’estensione della struttura palaziale sul pianoro, a oltre 640 metri sul livello del mare, risulta simile a quella di Poggio Civitate a Murlo nella sua fase del VII secolo a.C.: un edificio a cortile con struttura in legno, muri in terra pressata e tetto in tegole e coppi laterizi.
I dati raccolti confermano l’importanza strategica di Piano Tondo come punto di controllo sul territorio dell’emergente Siena etrusca, al confine con Arezzo e Volterra, e sui percorsi dell’Ombrone e del bacino dell’Arno.
L’Amministrazione comunale ringrazia tutti i soggetti coinvolti nel progetto: la Soprintendenza, le università e gli istituti partecipanti, gli sponsor francesi e italiani, i proprietari delle aree, l’Azienda agricola Arceno, le associazioni Castelnuovo nella storia e nell’arte e Pro Loco San Gusmè, insieme a tutti coloro che continuano a sostenere il percorso di ricerca e valorizzazione dell’area archeologica di Piano Tondo.




