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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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A Colle il Palazzo Pretorio cambia volto: approvato il regolamento museale

COLLE VAL D’ELSA. Palazzo Pretorio cambia ufficialmente identità e si afferma come nuovo polo culturale integrato della città. Con il via libera del Consiglio Comunale nella seduta di martedì 19 maggio, il Comune di Colle di Val d’Elsa ha approvato il nuovo Regolamento della struttura, ridefinendone funzioni, missione e organizzazione in una visione più ampia e contemporanea del sistema museale cittadino. Il nuovo impianto normativo riconosce infatti Palazzo Pretorio non più soltanto come sede del Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”, ma come uno spazio culturale articolato, capace di mettere in relazione archeologia, memoria storica e arte contemporanea. Una trasformazione che arriva al termine del percorso di restauro, riallestimento e riorganizzazione degli spazi portato avanti negli ultimi anni.

“Da gennaio i musei della città – spiega l’assessore al welfare culturale, Daniele Tozzi – sono tornati in gestione civica. Questo regolamento rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di riorganizzazione e rafforzamento del sistema museale cittadino. Con questo atto completiamo l’aggiornamento normativo dei Musei Civici di Colle di Val d’Elsa e definiamo in maniera più chiara l’identità e la missione di Palazzo Pretorio all’interno di un sistema museale cittadino integrato. Palazzo Pretorio entra pienamente nella rete dei Musei Civici di Colle di Val d’Elsa insieme al Complesso San Pietro, al Museo del Cristallo, a UMoCA e al Parco Archeologico di Dometaia, tutti coordinati nel sistema ColleMusei. L’obiettivo è costruire una rete culturale sempre più riconoscibile, capace di mettere in relazione patrimonio, memoria, ricerca e contemporaneità”.

I punti centrali del regolamento. Nel documento approvato dal Consiglio Comunale viene sottolineato come Palazzo Pretorio rappresenti “un luogo stratificato” capace di raccontare la storia di Colle di Val d’Elsa attraverso i secoli, dalla presenza etrusca alla stagione medievale, fino alla memoria dell’antifascismo e al dialogo con i linguaggi artistici contemporanei. Un’identità che oggi trova una nuova definizione ufficiale attraverso le tre sezioni che compongono il polo culturale: il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”, le Stanze della Memoria “Gracco Del Secco” e il Giardino delle Arti. Tra i passaggi più significativi del regolamento emerge anche la volontà di rafforzare il ruolo del museo come luogo aperto alla comunità. Palazzo Pretorio viene infatti definito “al servizio della comunità, aperto al pubblico”, con una funzione che non si limita alla conservazione del patrimonio, ma punta anche alla valorizzazione culturale, alla partecipazione, all’inclusione sociale e alla promozione di attività didattiche, ricerca, mostre temporanee ed eventi culturali, favorendo inoltre collaborazioni con scuole, università e altri istituti culturali.

Un museo in linea con normative nazionali e regionali. Il regolamento recepisce inoltre le linee guida ICOM, i principi della Convenzione di Faro e gli standard previsti dal Decreto Ministeriale 113 del 2018 e dalla normativa della Regione Toscana, aggiornando l’organizzazione della struttura secondo i livelli uniformi di qualità richiesti per l’inserimento nel Sistema Museale Nazionale. Particolare attenzione viene riservata anche all’accessibilità. Palazzo Pretorio si impegna infatti a “garantire l’accessibilità culturale e materiale del circuito di visita a tutte le categorie di pubblico”, attraverso percorsi, strumenti informativi e soluzioni che favoriscano una fruizione sempre più ampia e inclusiva.

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