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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Fanghi in agricoltura, l’assessore Berni propone il principio di "prossimità"

SIENA. La questione del trattamento e dello smaltimento dei fanghi prodotti dai processi di depurazione delle acque reflue provenienti da insediamenti civili assume oggi una centralità crescente sia a livello nazionale che internazionale. La produzione di fanghi, infatti, è in costante aumento per effetto della normativa – italiana e comunitaria – che ha determinato il positivo incremento della dotazione di impianti di depurazione di reflui civili. Contemporaneamente, le normative hanno imposto anche una riduzione dello smaltimento in discarica dei fanghi prodotti da processi di depurazione, limitando le quantità smaltibili per abitante. Ecco allora che il riutilizzo dei fanghi in agricoltura è stato individuato come una valida soluzione al problema dello smaltimento, oltre ad assumere un notevole interesse per l’efficacia agronomica in quanto sostituisce, in tutto o in parte, altri tipi di concimazione organica e la stessa concimazione chimica, che non è certo indenne dal provocare effetti indesiderati sia nel terreno che nelle falde sottostanti.

Qual è allora il problema? L’attuale normativa italiana prevede che i fanghi possano essere traspostati e smaltiti su tutto il territorio nazionale, senza alcuna possibilità da parte degli enti locali di porre dei limiti. E’ su questo punto, e non sul riutilizzo dei fanghi in agricoltura, che questa amministrazione ha avviato una riflessione, che ha già coinvolto numerose amministrazioni comunali. Nella fase attuale, in cui registriamo un aumento degli impianti di depurazione e, di conseguenza, delle quantità dei fanghi prodotti, questa amministrazione ha intenzione di farsi promotrice nei confronti del governo e della comunità europea, che è in fase di revisione della direttiva vigente, di iniziative volte all’introduzione del principio di “prossimità”.

Questo principio consentirebbe ad ogni realtà provinciale o interprovinciale – nel nostro caso, dopo l’entrata in vigore della Legge regionale n 61, la programmazione sarà unitaria per le tre province di Siena, Arezzo e Grosseto – di preoccuparsi dello smaltimento dei fanghi prodotti dagli impianti di depurazione presenti sul proprio territorio, aprendo un virtuoso percorso di responsabilizzazione che ha già prodotto, dove applicato, notevoli miglioramenti dal punto di vista ambientale; basti pensare al ‘principio di autosufficienza’ per il ciclo completo dei rifiuti urbani. Una modifica della normativa non farebbe venir meno la necessità di continuare a effettuare i controlli, né di prestare la massima attenzione nella fase di rilascio delle autorizzazioni, ma eviterebbe sicuramente costi economici e ambientali ingiustificati, in primis quello del trasposto. Per queste ragioni – forte della condivisione delle amministrazioni locali con cui abbiamo già aperto il confronto – la Provincia di Siena, utilizzando le funzioni di propria competenza e le opportunità di intervenire nella revisione della normativa nazionale e comunitaria, si muoverà per proporre una modifica ritenuta giusta e tecnicamente percorribile.

Gabriele Berni
Assessore energia e ambiente della Provincia di Siena

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