Una iniziativa promossa da Movimento 5 stelle, Associazione Pietra Serena e Sinistra per Siena
di Raffaella Zelia Ruscitto
SIENA. Banca e Fondazione Mps vivono una crisi profondissima. A dirlo sono i numeri.
Ai commenti, anche aspri, sulla gestione dell’istituto di credito e del suo azionista di maggioranza apparsi nelle ultime settimane sulla stampa nazionale – cartacea e online – si è contrapposto il silenzio della città. A tutti i livelli. Un silenzio assordante, che in alcuni ha evocato scenari pre-temporaleschi (forse più sperandoli che respirandoli realmente), in altri ha fatto balenare la profondità della insipiente indifferenza che caratterizza l’uomo del ventunesimo secolo. Senese compreso e compenetrato.
Il più importante “gioiello di famiglia” di Siena; il cuore pulsante (e nutriente) e motore della città agonizza ormai da qualche anno e i senesi restano a guardare. Come è possibile?
Se lo è domandato un manipolo di cittadini, dalla memoria lunga – a volte anche lunghissima – che, usciti malconci dalla ultima tornata elettorale, si sono rialzati con un solo pensiero nella testa: salvare la banca senese. O quel che ne resta.
Questa mattina (28 novembre) al tavolo dei relatori nella sala Maccherini di Palazzo Berlingeri c’era Mauro Aurigi a rappresentare il Movimento 5 Stelle, Romolo Semplici per Pietra Serena e Luigi Bosco per Città Domani – Sinistra per Siena.
Tre liste separate in campagna elettorale, che sostenevano tre diversi candidati, ma unite, oggi, per dare vita ad un Osservatorio civico per il Monte dei Paschi. Un organo apartitico, assicurano, dove sono ben accetti esponenti e simpatizzanti di ogni colore politico o partito.
“Siamo insieme per fare fronte ad una emergenza – ha detto Luigi Bosco – E questa emergenza riguarda Banca e Fondazione Mps. Di fronte ad un bene comune che rischia di essere distrutto definitivamente abbiamo deciso di creare un Osservatorio civico che ha l’obiettivo di tenere sotto osservazione il Monte dei Paschi per informare la gente su quanto accade”. “La comunità deve tornare ad essere protagonista – ha detto Bosco – e per questo stiamo valutando l’idea di creare anche un braccio operativo a questo nuovo organo: una associazione di piccoli azionisti che possa far valere le ragioni dei senesi anche all’interno dell’assemblea dei soci della banca”.
“Sebbene ci sentiamo orgogliosi per essere qui ci rendiamo conto che, se tutto fosse andato come doveva, noi non saremmo dovuti essere qui. – ha detto infine Bosco – La nostra presenza e la nostra iniziativa sono, infatti, il segno di un fallimento. Ha fallito la stampa nel suo ruolo di informare ed hanno fallito le istituzioni pubbliche (Comune e Provincia) nel ruolo di rappresentare i senesi. Invece di veicolare gli interessi dei cittadini questi ultimi hanno veicolato gli interessi di una minoranza di potere. Un potere trasversale. Il potere della politica. Noi siamo qui perchè vogliamo rompere il rapporto incestuoso che si è venuto a creare tra politica e banca”.
Romolo Semplici, verbali delle assemblee del Monte dei Paschi degli ultimi anni alla mano, ha voluto “sfatare un mito”. “La crisi di Siena non deriva dalla crisi generale – ha detto il rappresentante di Pietra Serena e della lista Per Corradi sindaco – è una crisi che nasce dall’acquisto di Antonveneta. Quello è stato il vero problema della banca. Se quell’acquisto non fosse mai stato fatto adesso la banca si troverebbe una liquidità tale da poter affrontare la crisi globale senza alcuna sofferenza. L’avevamo detto in pochi nel 2007 che quella operazione non andava fatta. E avevamo detto anche come sarebbe finita. Purtroppo abbiamo avuto ragione. Adesso abbiamo la questione delle minusvalenze derivate da Mediobanca: oltre 130 milioni. Chi le pagherà? Si rischia che la Fondazione scenda sotto il 49 per cento del controllo della banca. I nostri governanti ci hanno garantito che questo non sarebbe mai successo. A chi dobbiamo tutto questo?”.
Per Mauro Aurigi del Movimento Cinque Stelle la “colpa” della crisi sta nella privatizzazione prima e nella desenizzazione poi dell’istituto di credito e della sua fondazione. “Quando i presidenti sapevano di “avere il fiato del popolo sul collo” agivano per il bene di Siena e della sua banca – ha detto Aurigi ricordando fatti e persone che hanno avuto un ruolo di peso in Mps tanti anni fa – La prima deputazione dopo la privatizzazione della banca era composta unicamente da persone non senesi. Questo ha avuto un significato. Noi vogliamo che i cittadini tornino ad avere il “controllo” sulla banca. Che siano informati e che agiscano in difesa del loro bene comune”.
L’Osservatorio nasce senza vertici ma presumibilmente avrà un coordinamento ed un Comitato tecnico scientifico che dovrà studiare le azioni da intraprendere per organizzare “il movimento”.
Intanto sono previsti i primi incontri-confronti con i cittadini. Il primo è già stato fissato per martedì prossimo (6 dicembre) al centro civico di San Miniato.
Ma, assicurano i promotori dell’iniziativa popolare, sono previste altre azioni volte ad informare i senesi su quanto accade nelle stanze del potere di Rocca Salimbeni e Palazzo Sansedoni.
“La gente non ha capito che 100/200 milioni di euro che prima venivano distribuiti dalla Fondazione Mps non ci saranno più – ha commentato Alessandro Vigni – Quindi niente ambulanze, giardini, strade, restauri… e forse niente sponsorizzazioni a squadre di calcio e di basket… Oltre il 90 per cento del capitale della Fondazione è sparito. E’ il caso che certe cose si sappiano”.
“Ma l’ultimo aumento di capitale è servito per rimborsare i Tremonti Bond, come era stato detto? – ha domandato dal fondo sala Gabriele Corradi. “Pare proprio di no – ha aggiunto ironico – al punto che stiamo valutando se ci sono gli estremi per intraprendere azioni penali per “false comunicazioni sociali””.
Presente alla conferenza stampa anche la Lega Nord. “Presenteremo anche noi un documento simile a quello che verrà presentato da Corradi in Consiglio provinciale – ha detto Giovanni Di Stasio, volendo anche precisare che, quando si parla di opposizione quiescente sarebbe il caso di scindere da questa, in modo chiaro, il Carroccio. “Siamo andati anche noi in Assemblea dei soci della banca, molte volte, lamentando e criticando la gestione da noi giudicata “scellerata” dell’istituto di credito. Sempre inascoltati, ovviamente”.
Un punto di grande importanza ha chiuso questo primo incontro della stampa con l’Osservatorio civico su banca e fondazione Mps: quello relativo allo Statuto che, tra le tante cose, garantisce l’autonomia dei rappresentanti del Comune e della Provincia, una volta eletti negli organi istituzionali della Fondazion Mps.
“Una cosa assurda, che non sta in cielo e neppure in terra – ha detto Semplici – Questa voce deve essere modificata perchè si crea una anomalia insormontabile che, da una parte esonera il Comune dal giustificare le scelte della Fondazione, e dall’altra scarica dalle proprie responsabilità gli enti pubblici locali e i politici che hanno “orchestrato” le nomine”.
Una strada per “tornare a controllare” la banca passa anche da questo. Se non soprattutto.




