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Ancora un primato negativo per l’Università di Siena

Ma la programmazione d'ateneo non dovrebbe essere materia di competenza del Senato Accademico?

di Giovanni Grasso

SIENA. Il 22 novembre 2010, Riccaboni, appena insediatosi come rettore, informò i Consiglieri d’Amministrazione della comunicazione ministeriale riguardante la percentuale d’indebitamento dell’Università di Siena che, a quel tempo, risultò del 27,56%. Due anni dopo, il rettore tenta di nascondere, senza riuscirci, un risultato da primato della sua gestione e cioè che l’indicatore d’indebitamento ha raggiunto quota 38%. Al 2° posto, con il 30,71%, si piazza l’altra università del “Sistema Siena”, la Stranieri, e al 3° posto, con il 21,42%, l’università Napoli “L’Orientale”. Orbene, il Consiglio d’Amministrazione (riunione del 22 marzo p.v.) dovrà esprimersi sul seguente punto: «Decisioni in merito al contenzioso in essere ed eventuali assunzioni di personale».

A tal proposito, è bene ricordare che le università statali possono contrarre mutui e altre forme d’indebitamento esclusivamente per le spese d’investimento e che il limite massimo dell’indicatore per spese d’indebitamento è pari al 15 per cento. Inoltre il D.lgs 49/2012 prevede che gli atenei, con un valore di tale indicatore pari o superiore al 15 per cento, non possano contrarre nuovi mutui e altre forme d’indebitamento con oneri a carico del proprio bilancio. Lo stesso decreto prevede, altresì, che la programmazione d’ateneo debba perseguire l’obiettivo di una precisa composizione della docenza (ordinari, associati e ricercatori) e mantenere un equilibrato rapporto tra l’organico del personale tecnico-amministrativo e quello docente, entro valori di riferimento (ancora da definire) «che tengano conto delle dimensioni, dell’andamento del turn over e delle peculiarità scientifiche e organizzative dell’ateneo.»

Siccome il punto in discussione nel prossimo CdA riguarda la programmazione d’ateneo, l’organo di governo statutariamente competente a «formulare proposte ed esprimere pareri obbligatori» in tale materia è prima di tutto il Senato Accademico. Pertanto, senza entrare nel merito del contenzioso (i docenti non ancora assunti e le quaranta unità di personale tecnico-amministrativo ancora da stabilizzare), non è possibile accettare l’iter procedurale seguito dal rettore e direttore amministrativo, che sottraggono, ancora una volta, «all’organo d’indirizzo, coordinamento e controllo delle attività scientifiche e didattiche dell’Università» le prerogative previste dallo Statuto.
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