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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Il Museo dell’Acqua apre le porte al pubblico

SIENA. Il Museo dell’Acqua di Siena, ospitato nelle antiche fonti di Pescaia si apre ai visitatori. Sono state infatti organizzate tre visite programmate aperte a tutti coloro che vorranno conoscere lo spazio/laboratorio inaugurato nello scorso gennaio dall’amministrazione comunale di Siena.
Le prime visite sono previste per sabato 20 marzo quando due gruppi distinti di quindici persone potranno accedere al Museo alle 9 ed alle 11. Si replica mercoledì 24 marzo con un gruppo alle 16 ed uno alle 18 ed ancora sabato 27 marzo alle 9 ed alle 11. Per partecipare è necessario prenotare telefonando, in orari d’ufficio, al numero 0577/292299.
Per le visite successive sarà invece possibile scaricare un modello apposito sul sito dell’associazione La Diana, che cura le visite al museo occupandosi già della rete dei Bottini.
Il Museo dell’Acqua
Uno spazio che si sviluppa su una superficie di circa 300 metri quadri e che  racconta  la  storia  di  Siena  e  del  suo  territorio attraverso  l’invenzione  e  la  costruzione  dello  straordinario sistema di adduzione dell’acqua, ovvero l’acquedotto medievale e i bottini, insieme all’uso e alla memoria dei luoghi che ne fanno parte.
E’ un museo-laboratorio che svela l’esistenza e la complessità dell’opera e spiega, a partire dalle particolarissime condizioni idrogeologiche di Siena, le soluzioni ingegneristiche adottate per la costruzione e la manutenzione dei bottini. Visitare e scoprire gli ambienti del museo implica  “percorrere” itinerari sotto/sopra  la  città e  il  territorio,  cogliendo  una  molteplicità  di relazioni tra natura-geologia-arte-ingegneria, frammenti  di  memoria,  storie  ed  uso  dei  luoghi. Il percorso si sviluppa dunque attraverso una sorta di “viaggio di  scoperta” nel  tempo (dal  mare  di  tre milioni  di  anni  fa  alla  Siena  prima dell’uomo,  dalla  Siena  degli  Etruschi  al  Cinquecento  e  poi  ad  oggi) e nello spazio (sottoterra  e  in  superficie),  permettendo  ai  visitatori  di  compiere un’esperienza istruttiva ed emozionante. Tutto questo si  fonde con  l’idea di  introdurre negli spazi del museo una contaminazione  linguistica grazie all’uso di diverse tecniche  di  comunicazione che,  utilizzando tecnologie avanzate  e  spettacolari, permettono ai  visitatori  di  interagire  e partecipare  attivamente,  trasformando  gesti  e  movimenti  in  sensazioni  e suggestioni. In  questa  atmosfera  si  incontrano  e  si  muovono  luci,  suoni,  voci,  immagini, personaggi  e  oggetti  diversi:  come  in  una macchina  del  tempo  ci  si  trova dentro una wunderkammer  capace  di  aprirsi  a  curiose  e  improvvise  scoperte attivabili  attraverso sensori  e  sistemi  interattivi.
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