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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Alzheimer: la Toscana ridefinisce i percorsi socio sanitari per i nuovi trattamenti

Il provvedimento nasce per le nuove terapie anti-amiloide nelle fasi iniziali della malattia

FIRENZE. La Toscana si prepara all’arrivo dei nuovi trattamenti contro l’Alzheimer e definisce un modello regionale per garantire cure appropriate, sicure e accessibili su tutto il territorio. La Giunta regionale ha approvato il documento “Demenze: percorsi socio sanitari e nuovi approcci terapeutici. Nuovi orizzonti della malattia di Alzheimer in Toscana: tra appropriatezza e sostenibilità”, elaborato dall’Organismo Toscano per il Governo Clinico. 
Il provvedimento nasce alla luce delle nuove terapie anti-amiloide sviluppate per le fasi iniziali della malattia di Alzheimer, farmaci innovativi che stanno cambiando l’approccio clinico alla patologia e che richiedono però una profonda riorganizzazione dei percorsi diagnostici e assistenziali. 
La Regione Toscana ha quindi scelto di avviare fin da ora un percorso di preparazione del sistema sanitario regionale, così da essere pronta nel momento in cui questi trattamenti saranno disponibili e rimborsabili in Italia.

“Con questo provvedimento – dichiara il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – la Toscana investe nella rete dei servizi e prepara i suoi centri per essere pronta ad offrire ai cittadini le terapie del futuro contro l’Alzheimer. La sfida è garantire diagnosi tempestiva, cure appropriate e una presa in carico che non lasci sole le famiglie. Il rafforzamento dell’assistenza territoriale con le Case e gli Ospedali di Comunità va nella direzione di avvicinare le cure ai luoghi di vita delle persone”.

“Siamo di fronte a una svolta importante nella cura dell’Alzheimer – dichiara l’assessora regionale alla sanità e alle politiche sociali –.  I nuovi farmaci aprono prospettive che fino a pochi anni fa erano impensabili, ma richiedono anche organizzazione, competenze e una rete sanitaria capace di accompagnare i pazienti in tutte le fasi del percorso. La Toscana vuole arrivare preparata, garantendo equità di accesso, sicurezza clinica e vicinanza alle persone e alle famiglie”.

In Toscana si stima che vi siano oltre 81 mila persone affette da demenza nella fascia sopra i 65 anni, e circa 1.500 nella fascia tra i 35 e i 64. La malattia di Alzheimer è quella che si presenta con maggiore frequenza, raggiungendo il 60% dei casi di demenza. 

Il documento approvato dalla Giunta individua una rete regionale strutturata di Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), con funzioni differenziate tra centri prescrittori, centri somministratori e servizi di follow-up. 

In Toscana sono attualmente presenti 38 Centri  distribuiti capillarmente sul territorio regionale, che costituiranno la base della nuova organizzazione. 
Il piano regionale prevede il potenziamento degli strumenti diagnostici avanzati necessari per individuare precocemente i pazienti candidabili ai nuovi trattamenti, tra cui test neuropsicologici, PET amiloide, risonanza magnetica e biomarcatori specifici. Particolare attenzione viene dedicata anche al monitoraggio degli eventuali effetti collaterali delle nuove terapie e alla gestione multidisciplinare dei pazienti. 

La Toscana punta inoltre a rafforzare l’assistenza territoriale attraverso le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità, dove potranno essere effettuate le fasi successive della presa in carico e del monitoraggio, avvicinando così le cure ai luoghi di vita delle persone. 
«L’obiettivo – prosegue l’assessora – è evitare disuguaglianze territoriali e costruire un modello che tenga insieme innovazione e sostenibilità. Accanto ai nuovi trattamenti continueremo a investire nella diagnosi precoce, nel supporto psicologico, nella presa in carico territoriale e nell’aiuto concreto ai caregiver».
Il documento prende atto dell’attuale parere negativo espresso da AIFA sulla rimborsabilità dei nuovi anticorpi monoclonali anti-amiloide, ma evidenzia come il percorso regolatorio non sia ancora concluso e possa essere oggetto di successive rivalutazioni. 

Con questo atto la Toscana sceglie quindi di anticipare i cambiamenti, costruendo fin da ora la rete clinica e organizzativa necessaria per affrontare la nuova fase delle cure contro l’Alzheimer.

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