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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Beatrice, la crisi idrica e il campo da golf

Le limitazioni sul consumo di acqua riguardano solo i cittadini?

di Lexdc

SIENA. Beatrice è passata abbastanza stancamente su Siena e non è stata generosa in fatto di acqua, è durata poco. Magari ha portato un po’ di sollievo dal gran caldo delle ultime settimane, ma acqua pochina. Già gli agricoltori, questo inverno, ci avevano avvertito che la nevicata importante non avrebbe avuto grandi effetti positivi sulla ricostituzione delle falde acquifere. A oggi, pare che il 35% della produzione lorda vendibile sia perduto, compresi i girasoli. Alla perdita del raccolto annuale del seminativo, fortunatamente non si accompagneranno danni alle colture pluriennali come l’ulivo. Ma senza una gestione intelligente e corretta delle risorse – di fronte all’eventualità che il riscaldamento globale diventi senza discussione il motivo del cambiamento climatico in atto anche sul nostro territorio – i problemi a venire potrebbero diventare disastrosi.

Acquedotto del Fiora ha denunciato invasi con oltre il 50% di capacità stagionale in meno, con il rischio di dover fermare la distribuzione con le autobotti, perché ad avere località prive di acqua nel XXI secolo non ci siamo ancora stancati di doverle vedere. Oltre all’agricoltura, la siccità mette in crisi l’approvvigionamento umano, quindi.  Il rapporto della regione Toscana aggiornato al 16 agosto sullo “stato di emergenza idrica sul territorio dell’ex Ato 6”, per la provincia di Siena, riferisce che Castellina capoluogo, varie località a Castelnuovo Berardenga, Colle, Gaiole, Iesa a Monticiano, Radda, Radicofani e San Casciano Bagni sfruttano già il servizio delle autobotti. Castiglione d’Orcia e San Giovanni d’Asso hanno zone in cui è attesa una situazione di crisi idrica a breve.

Nel comune di Murlo, però c’è un caso che è all’ordine del giorno. Circa l’ 80% del fabbisogno idrico comunale è costituito dal campo da golf della tenuta di Bagnaia. Un consumo che per un campo da golf, secondo i dati pubblicati da Italia Nostra Siena, corrisponde a circa 2000 metri cubi di acqua quotidiani. Ma non sappiamo in riferimento a quale clima si siano fatte queste stime. Poiché il golf nasce nel clima nordico dell’Inghilterra, è possibile che in questo clima caldo e umido ci siano comsumi superiori. Da un rapido excursus sul sito del Comune di Murlo non risulta che l’Amministrazione, come raccomandato da Acquedotto del Fiora e dalla Regione Toscana, abbia emesso ordinanza per limitare il consumo d’acqua, che colpisce specialmente proprio l’irrigazione di orti. Sovicille e Monteroni, per esempio, comuni interessati perché la tenuta insiste in parte nei loro territori comunali, hanno emesso l’ordinanza… Eppure la legge non consentirebbe l’uso indiscriminato “dell’oro bianco”. Chissà dove prende l’acqua per la manutenzione del campo da golf l’Agricola Merse Srl della famiglia Riffeser: basteranno i due fontoni esistenti? Dei quali peraltro bisognerebbe verificare la salubrità, visto la’lto consumo di pesticidi che occorre per mantenere il green a livelli ottimali. Il protocollo d’intesa con cui le amministrazioni pubbliche, il regalo dell’allora presidente provinciale Ceccherini ai proprietari di QN La Nazione, è un atto pubblico non disponibile per la sua lettura on line.

Non si sa cosa preveda per affrontare la possibile emergenza idrica. Arebbero dovuto pensarci, i nostri amministratori locali, visto che i cambiamenti climatici sono all’attenzione di tutti, e perfino nei loro discorsi ufficiali.

 

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