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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Approvato il Piano faunistico venatorio regionale. I commenti

Coldiretti: "Una risposta attesa dopo anni di emergenza". Bezzini, Barnini e Lorenzetti (Pd): "La Toscana modello nazionale di sostenibilità". AVS contraria. "Serviva il coraggio di superare un modello passato"

FAUNA SELVATICA: COLDIRETTI TOSCANA, SODDISFAZIONE PER L’APPROVAZIONE DEL PIANO FAUNISTICO VENATORIO. “UNA RISPOSTA ATTESA DOPO ANNI DI EMERGENZA” 

Dopo anni di attesa arriva un provvedimento fondamentale per riportare equilibrio nei territori e dare risposte agli agricoltori alle prese con un’emergenza ormai fuori controllo. Coldiretti Toscana accoglie con soddisfazione l’approvazione del Piano faunistico venatorio regionale, uno strumento atteso e necessario per affrontare il fenomeno della proliferazione della fauna selvatica, a partire dagli ungulati, che hanno causato negli anni danni pesanti alle colture, alle aziende agricole e al lavoro degli imprenditori.

“L’approvazione del Piano faunistico venatorio rappresenta un risultato importante per la Toscana e per il mondo agricolo, che da anni denuncia una situazione diventata insostenibile. Gli ungulati e la fauna selvatica hanno compromesso coltivazioni, investimenti e il lavoro di tanti imprenditori agricoli. Da anni sollecitiamo l’approvazione di questo strategico strumento di pianificazione che fin dalla sua adozione aveva accolto la nostra richiesta di ridefinizione delle aree vocate agli ungulati, ed altre proposte significative, il cui accoglimento oggi, come allora, testimonia il riconoscimento di proposte di buon senso e di attenzione al mondo agricolo toscano. Ringraziamo tutte le istituzioni che hanno contribuito a questo risultato: il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la presidente del Consiglio regionale della Toscana Stefania Saccardi, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika, l’assessore all’agricoltura, Leonardo Marras, la presidente della Seconda Commissione Brenda Barnini, il presidente della Quarta Commissione Gianni Lorenzetti, i capi gruppo La Porta, Bezzini, Rossi Romanelli, Stella e tutti i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, agli uffici regionali, in particolare Massimo Taddei e Marco Ferretti, che hanno avuto la capacità di fare sintesi su una norma complessa e articolata, dimostrando responsabilità e attenzione verso il territorio”, dichiara la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani.

L’approvazione del Piano faunistico venatorio si inserisce in un percorso più ampio di attenzione verso le emergenze che stanno interessando il comparto agricolo e zootecnico. Va nella stessa direzione la nomina del Commissario straordinario per la gestione della Peste suina africana, che ha consentito di avviare un’azione coordinata su una problematica che richiedeva da tempo una regia forte. Coldiretti Toscana auspica che questo modello possa essere esteso anche ad altre epizoozie presenti, per le quali saranno necessarie risorse adeguate e strumenti efficaci di prevenzione e contrasto. 

“Il Piano rappresenta un passaggio importante perché affronta una criticità che non riguarda più soltanto le aziende agricole, ma l’equilibrio dei territori, la sicurezza dei cittadini e la capacità di mantenere viva l’agricoltura nelle aree rurali. Ora sarà fondamentale accompagnare l’approvazione con una piena attuazione delle misure previste e con gli strumenti necessari per rendere efficaci gli interventi sul campo”, afferma il direttore di Coldiretti Toscana, Angelo Corsetti.

Coldiretti Toscana conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni affinché il nuovo Piano possa tradursi rapidamente in risposte concrete per le imprese agricole e per i territori. La gestione della fauna selvatica non può più essere affrontata come un’emergenza, ma richiede una strategia strutturale che garantisca equilibrio tra tutela della biodiversità, attività agricola e sicurezza dei cittadini. 

Il risultato raggiunto conferma l’importanza del percorso di confronto avviato con il Patto di Via Cavour e con la mobilitazione di Coldiretti Toscana, che aveva indicato proprio la gestione della fauna selvatica tra le priorità da affrontare per garantire futuro alle imprese agricole e sostenibilità ai territori. 

Bezzini, Barnini e Lorenzetti (Pd): “La Toscana modello nazionale di sostenibilità tra tutela dell’ambiente, valorizzazione dell’agricoltura e attività venatoria”

Il Consiglio regionale ha approvato il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, lo strumento di programmazione che definisce gli indirizzi per la gestione della fauna selvatica e del territorio agroforestale. Un atto atteso che punta a coniugare la tutela della biodiversità, la salvaguardia degli ecosistemi, il sostegno alle attività agricole e una gestione sostenibile dell’attività venatoria, tenendo conto delle trasformazioni sotto il profilo faunistico, ambientale, agricolo e rurale che negli ultimi anni hanno interessato il territorio toscano.

“Con l’approvazione del Piano Faunistico Venatorio la Toscana si dota di uno degli strumenti di pianificazione più importanti, complessi e attesi. Il Piano è il risultato di un lungo lavoro e confronto tra istituzioni, uffici, associazioni e portatori di interesse e rappresenta un buon punto di equilibrio tra la tutela dell’ambiente e della biodiversità, la valorizzazione del settore agricolo e delle sue imprese, la gestione della fauna selvatica e lo svolgimento dell’attività venatoria. È un atto di pianificazione capace di affrontare le criticità del presente, ma anche di indicare una prospettiva chiara: costruire una convivenza sempre più sostenibile tra interessi delle comunità locali, patrimonio ambientale e presenza faunistica. La Toscana, per le caratteristiche del proprio territorio e per il percorso compiuto in questi anni, ha tutte le condizioni per essere un punto di riferimento nazionale in questo ambito”. È quanto dichiarano Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, Brenda Barnini, consigliera regionale Pd e presidente della commissione sviluppo economico e rurale, e Gianni Lorenzetti, consigliere regionale Pd e presidente della commissione territorio e ambiente.

Tra gli obiettivi principali vi sono la tutela della piccola fauna selvatica e degli habitat naturali, il miglioramento della qualità ambientale, una presenza sostenibile degli ungulati, la riduzione dei danni alle produzioni agricole e il rafforzamento della sicurezza, anche attraverso la diminuzione dell’incidentalità stradale causata dalla fauna.

“È questa la sfida che il Piano affronta: promuovere una gestione equilibrata della fauna selvatica, capace di tenere insieme tutela della biodiversità, salvaguardia dell’agricoltura, dentro una visione complessiva di sostenibilità. In questo percorso anche il mondo venatorio deve essere coinvolto, valorizzando il rapporto di collaborazione tra istituzioni, volontariato e associazionismo”, continuano Bezzini, Barnini e Lorenzetti.  

Il testo arriva all’approvazione definitiva dopo un articolato percorso di approfondimento nelle Commissioni Seconda e Quarta del Consiglio regionale, che ha visto un ulteriore confronto con i soggetti interessati e l’esame delle osservazioni presentate nella fase successiva all’adozione del Piano.

“Il Piano Faunistico Venatorio Regionale dovrà essere uno strumento dinamico e verificabile, capace di misurare i risultati raggiunti – concludono Bezzini, Barnini e Lorenzetti – È con questo approccio che la Toscana può consolidare una programmazione moderna, fondata su dati aggiornati, valutazioni scientifiche trasparenti e un confronto continuo con tutti i soggetti coinvolti.”

Piano Faunistico Venatorio Regionale: AVS contraria. “Serviva il coraggio di superare un modello passato sbilanciato verso l’interesse venatorio rispetto alla tutela della biodiversità”

Alleanza Verdi e Sinistra esprime voto contrario sul nuovo Piano Faunistico Venatorio approvato oggi dal Consiglio Regionale della Toscana. 

La decisione emerge dopo un percorso di confronto e osservazioni che però non hanno prodotto modifiche sufficienti né all’approccio adottato nella passata legislatura né rispetto alla normativa nazionale, consegnando un atto squilibrato a favore dell’interesse venatorio, deludendo le attese dei Consiglieri AVS, del mondo ambientalista e dei tanti cittadini che chiedevano un radicale cambio di passo.

«Abbiamo preso atto che la sostanza del testo è rimasta purtroppo ancorata a una logica di difesa dell’attività venatoria», dichiarano i consiglieri regionali Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti. «Sui temi decisivi della tutela faunistica si è rinunciato a introdurre modifiche e innovazioni che le associazioni e i cittadini chiedevano a gran voce. Il risultato è un regolamento dove purtroppo la tutela della biodiversità continua a rimanere subordinata alla gestione della caccia.»

“Il piano – continuano i consiglieri – recepisce alcune istanze avanzate da associazioni ambientaliste e da AVS, come l’inclusione dei piani nazionali di gestione per specie in sofferenza, o un generale richiamo al monitoraggio scientifico e al recupero degli habitat. Tali misure però risultano parziali e incomplete, anche perché si sono dovute inserire nel contesto del piano già adottato nel 2025. Le specie a rischio, ad esempio, non vengono escluse integralmente dal prelievo venatorio, né si stabilisce un sistema di controllo scientifico davvero indipendente e vincolante.”

A fronte di alcuni importanti ancorché limitati avanzamenti, l’impianto generale rigetta molte altre proposte qualificanti e le modifiche centrali avanzate dal gruppo AVS e dalle associazioni: nessun recepimento vincolante delle indicazioni ISPRA, conferma delle aperture anticipate e delle giornate aggiuntive e periodi di caccia più ampi.

Nonostante la richiesta di aumentare in modo significativo le superfici sottratte alla caccia — in linea con la richiesta del 30% di territorio protetto avanzata dalle associazioni come il WWF —, la ripartizione territoriale rimane sostanzialmente invariata. Viene poi respinta la progressiva eliminazione o drastica riduzione degli appostamenti fissi, viene mantenuta la caccia alla volpe in tana, potenzialmente anche durante il periodo riproduttivo, e si conferma il sistema dei richiami vivi, che dal nostro punto di vista rappresenta una scelta inaccettabile e priva di sensibilità etica e scientifica.

Viene inoltre respinta anche la proposta di un percorso certo e rapido verso il divieto totale di munizioni al piombo sul territorio regionale, limitandone l’interdizione alle sole zone umide.

Permane infine l’errore concettuale di fondo che affida la gestione del territorio ai ripopolamenti artificiali e al ruolo centrale dei cacciatori, mantenendo una logica di abbattimento sistematico per la gestione di ungulati e predatori.

“Il nostro voto contrario — concludono Falchi, Fallani e Ghimenti — è conseguenza delle scelte operate nella scorsa legislatura sul piano faunistico venatorio adottato e che purtroppo non trovano nella proposta in approvazione un’adeguata correzione e rappresenta quindi un atto di responsabilità nei confronti dei valori e delle sensibilità verdi e di sinistra che animano AVS.”

“Il nostro obiettivo è chiaramente quello di sostenere questa maggioranza regionale con l’impegno preciso di incidere e spostare decisioni e atti verso una gestione più ambientalista e di sinistra e così siamo intenzionati a svolgere il nostro compito, anche quando in disaccordo con il resto della maggioranza. Continueremo a sostenere dentro e fuori le istituzioni la necessità di promuovere un modello di governo del territorio che metta pienamente al centro la difesa della biodiversità, la transizione ecologica e i diritti degli animali.”

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