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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Fast-Confsal: “Il diritto di sciopero non può essere svuotato una precettazione alla volta”

ROMA. L’ennesima precettazione nel settore dei trasporti riporta al centro una questione che FAST-CONFSAL solleva da tempo, ovvero la progressiva compressione di un diritto fondamentale garantito dall’articolo 40 della Costituzione. Non intendiamo entrare nel merito delle motivazioni dello sciopero né delle scelte delle organizzazioni che lo hanno proclamato.
La nostra riflessione riguarda un principio più ampio, cioè quanto spazio resti oggi all’effettivo esercizio del diritto di sciopero nel comparto dei trasporti.

Sappiamo bene che si tratta di una materia difficile da raccontare. Sui media lo sciopero nei trasporti viene descritto quasi sempre attraverso
il disagio di chi viaggia, e raccoglie più antipatie che comprensione. Siamo consapevoli della necessità di tutelare la mobilità dei cittadini e di garantire i servizi essenziali. Ma l’equilibrio tra diritti non può tradursi nel sacrificio progressivo di uno di essi, e un diritto costituzionale non può essere svuotato soltanto perché il suo esercizio risulta impopolare.

Fasce di garanzia, periodi di franchigia, preavvisi, rarefazione oggettiva e obblighi procedurali regolano già in modo stringente lo sciopero nei trasporti. Il ricorso sempre più frequente a ulteriori restrizioni rischia di trasformare un diritto in una facoltà condizionata, concessa solo quando non disturba. FAST-CONFSAL non scopre oggi questo problema. Abbiamo intrapreso iniziative sindacali e giudiziarie, anche con ricorsi al TAR del Lazio contro provvedimenti ritenuti lesivi del diritto di sciopero, e continueremo a sostenerle in tutte le sedi.

Riteniamo però che il confronto debba spostarsi dalla repressione del conflitto alla sua prevenzione. La legge 146/90 va aggiornata dando
sostanza alla fase di raffreddamento, che oggi si riduce spesso a un passaggio formale utile solo a dilatare i tempi. Se quella fase diventasse il luogo in cui le vertenze vengono realmente affrontate, con la Commissione di Garanzia nel ruolo di arbitro effettivo e con strumenti in grado di intervenire prima e non soltanto dopo, molti scioperi potrebbero essere evitati. È questa la strada che riduce i disagi per i cittadini senza comprimere i diritti dei lavoratori.

Allo stesso modo, non condividiamo che i lavoratori vengano esposti, o anche solo implicitamente sollecitati ad esporsi, al rischio di sanzioni
individuali. Quando un sindacato proclama uno sciopero chiede già ai lavoratori un sacrificio concreto, la rinuncia a una giornata di
retribuzione. Caricare su di loro anche il peso di possibili multe e provvedimenti disciplinari significa scaricare sui singoli un conflitto che va invece affrontato sul piano normativo e istituzionale.

La precettazione deve restare uno strumento eccezionale, motivato e proporzionato, e non diventare la risposta ordinaria al conflitto  sindacale. Il disagio che uno sciopero produce non può essere, di per sé, una ragione sufficiente per impedirlo. FAST-CONFSAL continuerà a
sostenere questa posizione indipendentemente da chi proclami uno sciopero e dalle ragioni della singola vertenza, perché la tutela del
diritto di sciopero riguarda tutti i lavoratori e non una singola sigla.

Pietro Serbassi, segretario generale della FAST-CONFSAL

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