FIRENZE. Dal deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti e dal capogruppo in Consiglio Regionale Chiara La Porta riceviamo e pubblichiamo.
“La ricerca famelica di fantomatici danni creati dal taglio del bollo auto è la conferma della sola modalità politica alla quale il presidente della Toscana ci ha ormai abituato: attaccare, per principio e strumentalmente, il Governo. L’abolizione del bollo auto prevista per il 2027 assicurerà compensazioni alla Regione, perché il decreto prevede una misura che si baserà non sull’incassato storico ma sui dati effettivi, coprendo tutte le risorse che mancano. Una tassa da sempre odiata dai cittadini sarà sospesa grazie a una scelta fatta dall’Esecutivo per sostenere il ceto medio e questo fa infuriare Giani, illustre esponente del partito delle tasse. Giani se ne faccia una ragione: se e quando il ‘campo largo’ tornerà al governo, potrà immediatamente rimettere il bollo auto. D’altronde, per loro la mobilità non è un diritto da agevolare, ma una sorta di colpa da tassare. Singolare come, peraltro, oggi il presidente si sia dimenticato che l’ex leader del Pd Matteo Renzi propose una misura analoga dieci anni fa. Peccato, però, che dalle promesse non si passò ai fatti.
Anziché sbraitare contro il governo, Giani spieghi ai toscani perché l’aumento dell’aliquota IRPEF sia divenuto strutturale anziché una tantum e tra le più alte d’Italia”.




