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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“Interconnessioni vitali: la sinergia tra cuore, reni e metabolismo”

Il 19 settembre ore 8.30-19 un confronto tra professionisti

SIENA. Un confronto tra professionisti provenienti dai diversi setting assistenziali per analizzare le criticità presenti nel percorso ospedale-territorio e individuare possibili soluzioni organizzative, con l’obiettivo di costruire percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali condivisi, sostenibili e centrati sul paziente affetto da sindrome cardio-nefro-metabolica. È quello che si terrà sabato 19 settembre dalle ore 8:30 alle 19 all’Hotel il Piccolo Castello, in strada provinciale Colligiana, 8, a Monteriggioni.

I responsabili scientifici dell’evento sono per l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese il professor Luigi Gennari, direttore della Medicina Interna e della Complessità e il professor Alberto Palazzuoli, responsabile delle Malattie Cardiovascolari, mentre per l’Azienda Usl Toscana Sud Est il dottor Andrea Montagnani, direttore della Medicina Interna dell’Ospedale di Grosseto.

«La sindrome cardio-nefro-metabolica – si legge nel razionale del convegno – è stata recentemente definita estendendo il concetto dall’insufficienza cardiaca e renale ad un paradigma più ampio che comprende le alterazioni cardiovascolari come eventi coronarici e vascolari facilitate da disordini metabolici e dalla disfunzione renale. La nuova definizione deriva dalla condivisione dei fattori di rischio comuni e dai più recenti punteggi di rischio che evidenziano la necessità di aggiungere la funzione renale al tradizionale pannello di fattori di rischio di laboratorio per ottenere una migliore accuratezza prognostica. Pertanto la applicazione di uno screening diagnostico più accurato come suggerito dalle linee guida europee ed americane, è utile sia nella identificazione del rischio cardiovascolare del paziente sia per capire lo stato della malattia e il conseguente trattamento personalizzato. Un ulteriore tema centrale sarà rappresentato dall’ottimizzazione del follow-up e dalla gestione condivisa delle strategie terapeutiche. Sarà inoltre affrontato il ruolo dell’educazione del paziente, dell’aderenza terapeutica e della modifica degli stili di vita, elementi indispensabili per una gestione efficace nel lungo periodo. Il meeting vuole quindi rappresentare un momento di aggiornamento scientifico e, al tempo stesso, un’occasione concreta di confronto tra le diverse professionalità coinvolte nella gestione della sindrome cardio-nefro-metabolica, favorendo la definizione di un modello di presa in carico integrata orientato alla prevenzione delle complicanze, alla riduzione delle ospedalizzazioni e al miglioramento degli outcome clinici e della qualità di vita dei pazienti». Sono in programma tre sessioni: il continuum del rischio cardio nefro metabolico, la sindrome metabolica oltre il rischio cv, e la progressione del danno cardio-nefrologico.

«Lo scopo di questo meeting – afferma il professor Palazzuoli, che fa parte del working group europeo dedicato a questa patologia – è la condivisone di un algoritmo diagnostico universale in base al profilo del paziente e ai diversi gradi della malattia CKM, facilitando percorsi clinici e specifici ospedale territorio in relazione alla evoluzione della malattia, del profilo di rischio, e delle risorse sanitarie attraverso un modello di organizzazione multidisciplinare basato su una strategia diagnostica comune che preveda una diagnostica di laboratorio e strumentale in grado di identificare gli stadi di disfunzione renale e di danno cardiovascolare».

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