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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Galardi (Pd Colle): “Biblioteca: non si può cancellare il percorso fatto con la città”

"La scelta della nuova sede ignora volutamente le discussioni condivise con la cittadinanza"

COLLE VAL DELSA. Da Enrico Galardi, segretario del Partito Democratico – Unione Comunale di Colle di Val d’Elsa, riceviamo e pubblichiamo.

“Le dichiarazioni del sindaco Piero Pii sulla nuova biblioteca meritano alcune precisazioni, soprattutto quando afferma: “non siamo nella fase in cui discutere dove collocare la biblioteca”. Una frase che dimostra come il sindaco intenda ignorare una discussione che, in realtà, c’è già stata. È questo il punto che non va perso di vista. La discussione sulla collocazione della biblioteca c’è stata eccome. Attraverso il confronto con la città si è progressivamente consolidato un orientamento favorevole alla collocazione nell’area della Fabbrichina. Una soluzione che aveva raccolto un consenso significativo e trasversale. Non eravamo quindi davanti a una città incapace di decidere, ma a un percorso che aveva prodotto un indirizzo chiaro.

Il sindaco ha scelto di cambiare quell’indirizzo e di individuare un’altra sede. Decidendo in autonomia, come certamente è nelle prerogative di un’amministrazione, ma senza coinvolgere la città. Scegliendo anche di cancellare un percorso partecipativo precedente, affermando, contestualmente, che non c’è più il tempo per discutere. 

È questo il fulcro della nostra contestazione, sul piano politico: non la volontà di arrivare finalmente a una nuova biblioteca, obiettivo che condividiamo, ma il metodo con cui si è arrivati alla scelta attuale. Un’amministrazione veramente attenta dovrebbe spiegare alla città il perchè di questa scelta e quali elementi nuovi rendono preferibile la nuova soluzione.

È sul metodo che occorre riflettere. È come confondere la velocità con la buona amministrazione: arrivare prima non significa necessariamente arrivare nel posto giusto. Così come la longevità di un governo (e l’esempio di Meloni lo conferma ogni giorno) non è automaticamente garanzia della qualità delle sue scelte, anche per un’amministrazione comunale il tempo trascorso al governo non può diventare sinonimo di “facciamo tutto e subito”. Quando sono in gioco investimenti pubblici di milioni di euro e opere destinate a durare decenni, servono valutazioni, confronto e una visione di lungo periodo.

Il percorso costruito con la città non dovrebbe essere cancellato semplicemente perché oggi si è scelta una strada diversa. Non chiediamo di discutere all’infinito. Chiediamo che il confronto non venga liquidato come un ostacolo alla realizzazione dell’opera. La città ha diritto di sapere perché una soluzione precedentemente condivisa viene abbandonata, quali siano i vantaggi della nuova scelta e quanto costerà mantenerla e gestirla nel tempo.

L’alternativa individuata, a nostro avviso, presenta oltretutto aspetti che meritano un’attenta valutazione. La biblioteca sarà articolata in due aree distinte, l’ex Galleria e l’area Mezzetti. Una soluzione che potrebbe comportare una gestione più complessa e richiedere un’organizzazione del personale particolarmente attenta. Anche sul fronte dell’accessibilità sarà necessario verificare nel dettaglio le soluzioni previste, soprattutto considerando la presenza di spazi a quota interrata.

La biblioteca non deve diventare soltanto un’opera da inaugurare entro la fine di un mandato. Deve essere un investimento pensato per Colle e per le generazioni future. E su un investimento di questa portata, decidere rapidamente non può essere considerato di per sé una prova di buona amministrazione”.

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