Il governatore della Confraternita di Radda in Chianti tiene a ringraziare tutti gli attori che hanno contribuito alla riuscita dell’evento chiusosi lunedì 31 agosto
RADDA IN CHIANTI. Si è chiusa l’edizione 2026 della “Festa del Perdono” a Radda in Chianti che verrà ricordata come l’edizione dei record, sia per il numero di visitatori accorsi sia per il numero di “addetti ai lavori” che per cinque giorni si sono fatti in quattro per far sì che la macchina organizzativa rendesse tutto scorrevole e soprattutto piacevole per ospiti e organizzatori.
“Sono stati giorni belli e intensi quelli della Festa del Perdono di Radda in Chianti – afferma Lorenzo Bini, Governatore della Misericordia raddese – che si è conclusa lunedì sera con i tradizionali fuochi d’artificio”.
“È stata una festa che ci ha regalato una partecipazione di pubblico davvero straordinaria, per certi versi anche inaspettata – prosegue Bini. – Vedere così tante persone vivere le piazze, le strade e gli appuntamenti del programma, ci ha lasciato a bocca aperta e, lo ammetto, ci ha fatto anche un po’ tremare perché quando si organizza una festa e si vede arrivare così tanta gente, la responsabilità cresce insieme all’entusiasmo. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio perché tutti potessero stare bene, divertirsi e vivere questi giorni nel modo migliore possibile. Non sempre è semplice gestire una partecipazione così importante, ma credo che l’impegno di tutti abbia fatto la differenza”.
I grandi e i piccini di Radda infatti si sono impegnati tutti al massimo delle loro forze e il risultato si è visto, con grandissima soddisfazione di tutti.
“Al di là delle tante iniziative che hanno composto il programma – racconta Bini con orgoglio – credo che il valore più grande di questa festa sia stato ancora una volta quello di riuscire a far incontrare le persone. La Festa del Perdono per i raddesi è molto più di una serie di appuntamenti: è un momento dell’anno in cui ci si ritrova, si sta insieme, si riscoprono tradizioni e si rafforza quel senso di appartenenza che lega le persone al proprio paese”.
“Ma c’è anche un altro obiettivo che per noi è importante – prosegue il Governatore – portare gente a Radda, far conoscere il nostro paese, farlo vivere e permettere a chi viene da fuori di festeggiare insieme a noi. Una festa popolare deve saper essere aperta, accogliente e capace di raccontare il luogo che la ospita. Se in questi giorni tante persone sono arrivate qui, hanno partecipato agli eventi, hanno conosciuto il paese e ne hanno respirato l’atmosfera, credo che abbiamo raggiunto un risultato importante. Quest’anno il cartellone è stato particolarmente ricco e, soprattutto, è stato il risultato del contributo di tante realtà diverse. Le associazioni di Radda hanno messo a disposizione tempo, idee, energie e passione, portando ciascuna il proprio contributo alla festa. È stato bello vedere come, attraverso iniziative e attività diverse, sia emerso un sentimento comune: l’amore per il paese e la voglia di fare qualcosa insieme per Radda, ma anche di farla conoscere e apprezzare a chi arriva da fuori”.
“Un ringraziamento particolare – tiene a sottolineare Lorenzo Bini – va a tutte le associazioni che hanno collaborato, al parroco e a tutte le persone che in questi giorni hanno lavorato dietro le quinte perché ogni appuntamento potesse svolgersi nel migliore dei modi. E un grazie va naturalmente anche al Comune, che ci ha accompagnati e sostenuti in questo percorso. E un grazie particolare va soprattutto ai volontari, tra loro ci sono tante persone che da anni dedicano il proprio tempo alla comunità, ma è stato particolarmente significativo vedere anche tanti giovani impegnarsi e mettersi a disposizione. Vedere ragazzi e ragazze partecipare, aiutare, organizzare e condividere questi momenti significa anche vedere l’identità di Radda passare da una generazione all’altra. È forse questo uno degli aspetti più belli della Festa del Perdono: non soltanto conservare qualcosa che appartiene alla storia del paese, ma permettere ai più giovani di sentirlo proprio e di contribuire a costruirne il futuro”.
“Come Misericordia – conclude Bini – siamo felici di aver dato il nostro contributo, ma soprattutto siamo grati di aver potuto lavorare insieme a tante persone e realtà del territorio. Una festa così riesce quando nessuno pensa soltanto al proprio pezzo, ma quando tutti mettono qualcosa a disposizione degli altri. I fuochi d’artificio di ieri sera hanno chiuso simbolicamente questi giorni di festa. Quello che rimane, però, va oltre lo spettacolo finale perchè rimangono gli incontri, il lavoro fatto insieme, i sorrisi, le relazioni e la consapevolezza di appartenere a un paese che ha voglia di stare insieme. Rimangono anche la soddisfazione e un po’ di emozione per aver visto Radda così viva e partecipata. Abbiamo fatto del nostro meglio per accogliere tutti e per far vivere a ciascuno una bella festa. Se così tante persone hanno scelto di esserci, di partecipare e di condividere questi giorni con noi, allora significa che ne è valsa davvero la pena. A tutti coloro che hanno contribuito, anche con un piccolo gesto, va il nostro grazie. Per il tempo, per l’impegno e soprattutto per l’amore dimostrato verso Radda. La Festa del Perdono è questo, un’occasione per ritrovarsi, per rafforzare la nostra identità, per trasmetterla ai più giovani, ma anche per aprire le porte del nostro paese e invitare tutti a conoscerlo, viverlo e festeggiare insieme a noi. Ci vediamo il prossimo anno!”.
In allegato una piccola gallery dell’edizione appena chiusa













