Filctem Cgil: "Purtroppo l'avevamo previsto”
FIRENZE. Questa mattina si è svolto in Regione Toscana il tavolo di crisi per il calzaturificio Farida di Chiusi, vertenza ormai nota alle cronache grazie alle mobilitazioni sindacali degli ultimi mesi.
Quello di oggi era l’estremo tentativo per valutare la possibile firma di un accordo sulla procedura di licenziamento collettivo.
“Purtroppo, come già avevamo ipotizzato due giorni fa, – dichiara la Filctem Cgil di Siena – l’azienda, coerente con l’irresponsabilità sociale d’impresa sempre dimostrata, non ha portato al tavolo nessuna proposta di ristoro per i lavoratori, neppur in maniera parziale, quindi abbiamo dovuto procedere, nostro malgrado, al verbale di mancato accordo redatto in sede istituzionale. All’incontro erano presenti, oltre ai funzionari di Arti e dell’unità di crisi della Regione che ringraziamo per il supporto e la professionalità dimostrata, il consigliere delegato Valerio Fabiani e l’Amministrazione comunale di Chiusi. A questo punto seguiremo con attenzione gli sviluppi a tutela dei legittimi interessi dei lavoratori e delle lavoratrici. E’ importante sottolineare che in quella sede siamo stati informati che il Comune metterà a disposizione misure di sostegno al reddito per lavoratori e lavoratrici in situazioni di crisi aziendali. Tutti i soggetti presenti al tavolo, in rappresentanza di Regione, Azienda, Organizzazioni Sindacali e Comune, tranne uno, il Calzaturificio Farida srl, hanno stanziato risorse sotto varie forme a sostegno delle difficoltà economiche delle maestranze, dimostrando attenzione, solidarietà e sensibilità pur non essendone obbligati costituzionalmente, come lo sarebbe invece la responsabilità sociale d’impresa prevista dall’art.41 della Costituzione Italiana”.
Quello di oggi era l’estremo tentativo per valutare la possibile firma di un accordo sulla procedura di licenziamento collettivo.
“Purtroppo, come già avevamo ipotizzato due giorni fa, – dichiara la Filctem Cgil di Siena – l’azienda, coerente con l’irresponsabilità sociale d’impresa sempre dimostrata, non ha portato al tavolo nessuna proposta di ristoro per i lavoratori, neppur in maniera parziale, quindi abbiamo dovuto procedere, nostro malgrado, al verbale di mancato accordo redatto in sede istituzionale. All’incontro erano presenti, oltre ai funzionari di Arti e dell’unità di crisi della Regione che ringraziamo per il supporto e la professionalità dimostrata, il consigliere delegato Valerio Fabiani e l’Amministrazione comunale di Chiusi. A questo punto seguiremo con attenzione gli sviluppi a tutela dei legittimi interessi dei lavoratori e delle lavoratrici. E’ importante sottolineare che in quella sede siamo stati informati che il Comune metterà a disposizione misure di sostegno al reddito per lavoratori e lavoratrici in situazioni di crisi aziendali. Tutti i soggetti presenti al tavolo, in rappresentanza di Regione, Azienda, Organizzazioni Sindacali e Comune, tranne uno, il Calzaturificio Farida srl, hanno stanziato risorse sotto varie forme a sostegno delle difficoltà economiche delle maestranze, dimostrando attenzione, solidarietà e sensibilità pur non essendone obbligati costituzionalmente, come lo sarebbe invece la responsabilità sociale d’impresa prevista dall’art.41 della Costituzione Italiana”.




