In allarme la famiglia di un ragazzo che frequenta il Fucini di Monteroni
MONTERONI D’ARBIA. Una famiglia con un alunno frequentante la scuola secondaria di Iº grado “R. Fucini” di Monteroni d’Arbia intende esprimere pubblicamente la propria preoccupazione per le modalità con cui la Dirigenza scolastica sta gestendo il rapporto con le famiglie e, di conseguenza, con gli studenti.
La mancanza di comunicazione che ha contraddistinto l’anno scolastico 2025/2026 continua a rappresentare un elemento critico. Dopo un mese dall’inizio delle lezioni, l’organizzazione didattica è stata modificata senza alcuna comunicazione formale: il modello DADA (tale modello prevede ambienti di apprendimento dinamici e lo spostamento degli studenti tra diverse aule disciplinari), approccio innovativo che aveva orientato la scelta dell’istituto da parte di molte famiglie, è stato sospeso senza spiegazioni. Abbiamo appreso il cambiamento esclusivamente da nostro figlio, che nell’ottobre 2025 ci ha manifestato la sua perplessità nel non cambiare più aula e nel dover rimanere sempre nella stessa.
La trasparenza, principio fondamentale della Pubblica Amministrazione, è venuta meno, incrinando il patto di fiducia tra Istituto e Famiglie. E, purtroppo, anche quest’anno si ripropongono scelte che sembrano poco affini alle esigenze dei bambini e delle famiglie.
Pur condividendo pienamente la necessità di adeguare i locali scolastici alle normative vigenti in materia di sicurezza, interventi che il Comune di Monteroni d’Arbia ha programmato grazie ai fondi PNRR, finalizzati proprio alla messa in sicurezza e all’adeguamento antincendio dell’istituto, apprendiamo che la soluzione individuata per la mancanza di spazi alternativi consisterebbe nella riduzione dell’orario scolastico da 30 a 20 ore settimanali. Tale ipotesi era stata anticipata a luglio durante un incontro tra scuola, Comune e rappresentanti dei genitori, ma a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico non è stata ancora fornita alcuna comunicazione ufficiale.
Una riduzione dell’orario disattenderebbe quanto previsto dal PTOF, che definisce un’offerta formativa strutturata su un orario 8:00–14:00 dal lunedì al venerdì, criterio sulla base del quale le famiglie hanno scelto l’istituto. Gli alunni dovrebbero quindi frequentare dalle 8:30 alle 12:30. Ci chiediamo quali garanzie esistano per assicurare una regolare giornata scolastica dei bambini e il normale svolgimento di tutte le lezioni e dIscipline dovute. Quale supporto sarà previsto per le famiglie che si troverebbero a dover riorganizzare la propria quotidianità in modo così drastico?
Non crediamo sia eccessivo chiedere un normale e sereno svolgimento delle lezioni.
Rivolgiamo quindi un appello alla Dirigente scolastica e alle Istituzioni locali, in particolare all’Assessore e al Sindaco, affinché si adoperino con urgenza per tutelare la serenità e il diritto allo studio dei bambini, garantendo alle famiglie informazioni chiare, tempestive e rispettose
dell’impatto che tali decisioni hanno sulla vita quotidiana della comunità.
Lettera firmata




