SIENA. Gentile Direttore,
il dibattito sull’affidabilità delle enciclopedie partecipative in rete tocca da vicino anche la memoria storica della nostra comunità. Molto spesso si dà per scontato che ciò che è scritto sul web sia privo di errori, ma la realtà dei fatti dimostra la necessità di una costante verifica.
Un caso emblematico riguarda la ricostruzione delle elezioni amministrative di Siena del 2006. Confrontando i registri ufficiali del Ministero dell’Interno e gli archivi comunali con le attuali pagine di Wikipedia, emergeva una palese discrepanza: l’attribuzione al sottoscritto e a un intero gruppo di candidati di una sigla politica del tutto estranea alla nostra reale storia e identità di quel momento.
Ripristinare la verità documentale, basata su dati pubblici e inoppugnabili, dovrebbe essere un diritto riconosciuto a ogni cittadino. Al contrario, i tentativi di correzione formale si scontrano talvolta con rigidità tecniche o provvedimenti di blocco informatico che di fatto impediscono la rettifica dell’errore, lasciando online informazioni non corrette che ledono la realtà storica del territorio.
I dati storici e amministrativi della città di Siena appartengono alla collettività. Sorvegliare affinché la memoria pubblica non venga alterata o polarizzata da automatismi della rete è un dovere di trasparenza che riguarda tutti, utenti e organi di informazione.
Cordialmente,
Luciano Bichi
Luciano Bichi




