Intervento di Giorgio Del Ciondolo della segreteria nazionale Psi
SIENA. “È finito il “road show” delle semestrali delle principali banche italiane. Ognuna ha presentato i dati entusiasmanti delle proprie performance. I numeri sono da record. I cinque istituti di credito più grandi del Paese (Unicredit, Intesa San Paolo, Bpm, Bper, Mps) hanno annunciato utili complessivi per oltre 15 miliardi di euro (+3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025).
Il Corriere della Sera conteggia, da gennaio a giugno, un guadagno medio di 83 milioni al giorno. Insomma, mentre l’economia reale in Italia stenta, quella finanziaria festeggia numeri incredibili. Ci sono continui stati di crisi aziendali e le ore di cassaintegrazione aumentano ovunque. È vero che l’occupazione cresce e la disoccupazione è a minimi ma, sappiamo, che si tratta per lo più di lavoro povero, con stipendi fermi da anni.
E i nostri giovani non sembra godano di grandi opportunità di lavoro. E di futuro. I numeri dicono che sono sempre di più quelli che lasciano i Paese. Un fenomeno purtroppo non nuovo di emigrazione giovanile e qualificata. Non solo dalle regioni del sud come sarebbe da immaginarsi, ma anche dal ricco nord. È da un decennio che viene registrato ma nessun Governo ha mai provato concretamente a invertire la tendenza con misure strutturali. In questo scenario, studiato da anni ma mai realmente affrontato dalla politica, si concentra il sistema bancario ma soprattutto si rafforza quello finanziario. La stessa Borsa italiana sta vivendo uno dei suoi anni migliori del decennio.
Intanto, le banche sono sempre più introvabili, per non dire immateriali. Nel primo semestre 2026 il personale bancario è stato ridotto di 5.621 persone; mentre gli sportelli fisici, le vecchie agenzie, sono diminuiti di 333 unità. Con una evidente desertificazione bancaria, soprattutto nelle aree interne e cosiddette marginali del Paese.
In compenso, le cinque principali banche del Paese fanno guadagni da record. E fanno guadagnare i loro piccoli e grandi soci, ma soprattutto i grandi: al ritmo di 3,5 milioni ogni ora.
Questo, nonostante la sostanziale stabilità degli interessi netti sui prestiti (- 0,2%). A sostenere la crescita degli utili – ha calcolato lo studio della Fondazione Fiba di First Cisl – sono soprattutto l’aumento delle commissioni nette (+ 6,3%) e il forte incremento del risultato dell’attività assicurativa (+ 24,2%), “che confermano il peso crescente del risparmio gestito e dei servizi di wealth management nella composizione dei ricavi bancari”.
Gestiscono i patrimoni, grandi e piccoli, e vendono polizze assicurative. Possono anche guadagnare perché negli anni hanno tagliato le spese, costi del personale (rimasti stabili) e costi di gestione (-1,1%). Il costo del personale, che rimane la maggiore voce di costo, incide sempre meno sui proventi operativi, passando dal 24,3% al 23,1%. “Il dato conferma un andamento di lungo periodo: rispetto al 31,8% rilevato a fine 2022, l’incidenza del costo del lavoro sui ricavi si è ridotta dell’8,7%”.
La sensazione netta è che le banche, ormai di proprietà di fondi e di finanzieri, cerchino più il facile e immediato guadagno che non il prestito a famiglie e imprese. E così l’economia reale stenta e la finanza festeggia.
Per tornare a fare crescere il Paese, invece, è necessario applicare altre ricette e tornare a far dialogare imprese e banche, nel comune interesse di fare crescere l’economia.
Come socialisti dobbiamo chiedere con forza che questo torni ad essere un tema centrale del confronto politico nel centro sinistra.
Avanti-PSI tornerà a proporre di tassare una tantum gli extra-profitti bancari, così come delle società energetiche, contrariamente a ciò che non ha fatto il governo Meloni. Con l’obiettivo di finalizzare l’utilizzo di questi proventi per un vero “Piano Casa Nazionale” che il governo Meloni ha promesso in 10 anni senza relative coperture finanziarie.
Anziché discutere su chi sarà il leader, primarie sì o no, sarà bene che il centro sinistra torni a occuparsi di temi concreti. Altrimenti sarà ancora più ampio lo scollamento dai problemi concreti di famiglie e imprese. E la finanza, nel frattempo, potrà continuare a festeggiare sempre nuovi record.
Giorgio Del Ciondolo, della segreteria nazionale Psi




