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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Il Senato approva la legge “sparatutto” sulla caccia

Il disegno di legge ora passa alla Camera

ROMA. Via libera alla riforma della legge sulla caccia tra le proteste dell’opposizione: il Senato con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti ha dato il la alla legge “sparatutto”

Il disegno di legge 1552, a prima firma di Lucio Malan (FdI), ora dovrà passare all’esame della Camera.

Dopo 34 anni, vengono riviste le norme definite dalla legge 157 del 1992 per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.

Ignorati i dubbi sollevati dalla Commissione Europea: alcune modifiche previste dal testo rischiano di violare la direttiva Habitat e la direttiva Uccelli ed esporre l’Italia a procedure di infrazione.

Secondo la nuova normativa i cacciatori diventano bioregolatori,  cambia il ruolo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale: il parere non sarà più vincolante ma consultivo e le Regioni potranno discostarsi dalle indicazioni dell’Istituto nella definizione del calendario venatorio, motivando la decisione. I calendari venatori potranno anche essere estesi alle fasi di migrazione e nidificazione consentendo l’attività anche oltre il tramonto. Il testo estende le finestre temporali e le aree in cui è permesso sparare. La pratica viene consentita anche in aree demaniali come le spiagge, i parchi pubblici e le aree protette.

Per la caccia di selezione al cinghiale si autorizza l’uso di strumenti ottici e optoelettronici, compresi telemetri, red dot e visori notturni. Aumentano le specie cacciabili come, ad esempio, l’oca selvatica e il piccione di città. Mentre il lupo viene escluso dall’elenco delle specie particolarmente protette.

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