Viene impiegato per irrorare le viti
di Andrea Pagliantini
GAIOLE IN CHIANTI. I suoni della campagna sono molteplici e tutti molto ben identificabili per chi ha le orecchie allenate a distinguere fra le varie sfumature dei canti degli uccelli, il suono delle frasche nel vento, il frinire delle cicale, un decespugliatore in lontananza, un trattore a svolgere varie mansioni, il che produce ogni volta un rumore diverso.
Ma uno strano vibrare – non identificabile tra i suoni noti – induce ad affacciarsi su quella meraviglia di vigna a terrazze che è sotto al Coltalebolle (nei pressi di Vertine).
Un drone che gira sopra le vigne di Beretta (ma non le sta bombardando a dispetto del nome) si muove in un ordine logico passando a breve altezza sopra i filari delle viti, procedendo a fare un trattamento sanitario alle piante… un mezzo non comune in questi paraggi.
La tecnologia e la scienza fanno ogni giorno passi da gigante: in questo caso non si brucia gasolio, si emette poco rumore, non si assoda la terra con continui passaggi.
Il serbatoio dei prodotti da irrorare sulle viti non è amplissimo, varie volte il velivolo atterra, viene rifornito e riparte dal medesimo filare che aveva lasciato.




