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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Bilanci Plures: meno utili, stessi dividendi. I soci pubblici chiariscano

SIENA. Da Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune riceviamo e pubblichiamo.

“La società Plures S.p.A. (già Alia) ha approvato il bilancio 2025 due volte. Un primo bilancio, approvato dal Consiglio di Amministrazione il 1° aprile 2026 e certificato “senza rilievi” dalla società di revisione PwC il 15 aprile, è stato ritirato (l’assemblea dei soci del 30 aprile, convocata per approvarlo, è stata revocata) e sostituito da una nuova versione, approvata dal CdA il 28 maggio e riproposta ai soci per l’assemblea del 29 giugno.

Tra le due versioni l’utile consolidato del Gruppo perde 26,9 milioni di euro, quasi il 57% (da 47,2 a 20,3 milioni). La cassa effettivamente generata non cambia di un euro (254,8 milioni in entrambe): l’utile “sparito” non era denaro incassato, ma ricavi solo contabilizzati e poi stornati. Il primo bilancio mostrava un utile più alto di quello sostenuto dagli incassi reali.

Il punto che pesa di più riguarda i Comuni soci. Il dividendo proposto è identico al centesimo nelle due versioni: 34.359.000 euro. Cambia però la fonte: nel primo bilancio era coperto dall’utile dell’anno; nel secondo non lo è più, ma viene pagato attingendo a riserve accumulate e alla riserva sovrapprezzo azioni, cioè distribuendo patrimonio pregresso. Questo mentre il bilancio consolidato peggiora e la TARI continua a salire per le cittadine e i cittadini.

La relazione del Collegio Sindacale aggiunge due elementi che meritano una spiegazione pubblica: indica tra le ragioni del rifacimento anche un cambio di criterio contabile sulle partecipazioni “in vista della prevista evoluzione dell’assetto societario” (cioè il progetto di fusione con Estra) e dà atto che solo dopo il primo bilancio si sono dovute rendere operative le procedure interne di controllo sulla contabilità delle attività regolamentate, acqua e rifiuti, proprio il terreno su cui ATO Toscana Centro aveva già sollevato rilievi.

Non discutiamo la regolarità formale di una procedura: discutiamo il merito politico. Un bilancio di una partecipata pubblica viene approvato e certificato, poi rifatto, con ventisette milioni di utile in meno. Il dividendo ai Comuni però non si tocca: resta lo stesso, ma pagato con le riserve invece che con gli utili dell’anno. Vogliamo sapere quando l’amministrazione lo ha saputo, cosa hanno fatto i nostri rappresentanti negli organi della società, e con quale mandato il Comune si presenterà all’assemblea del 29 giugno. Su scelte di questa portata il Consiglio comunale non può essere informato a cose fatte.

Con l’interrogazione depositata, chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di riferire al Consiglio: quando e come l’Amministrazione è venuta a conoscenza delle ragioni del ritiro del primo bilancio; se bilancio, piano industriale ed esposizione debitoria saranno portati all’esame del Consiglio prima delle decisioni assembleari; quale posizione il Comune assumerà sul dividendo all’assemblea del 29 giugno; quali garanzie esistono sulla contabilità separata delle attività regolate”.

 
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