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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Nata con una rarissima cardiopatia: salva grazie alla rete sanitaria toscana

Dalla nascita a Nottola alla diagnosi alle Scotte all'intervento salvavita a Massa

Team Monasterio - Roberto Boccafogli, Vitali Pak, Paola Da Valle, Pietro Marchese, Giulia Corana e Gugliemo Capponi

VALDICHIANA.  E’ tornata a casa, nella Valdichiana senese, sta bene e cresce circondata dall’affetto della sua famiglia. Solo due mesi fa, ad un giorno di vita, quella bambina ha affrontato una corsa contro il tempo che ha mobilitato professionisti, ospedali e servizi di emergenza di tutta la rete sanitaria toscana. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile la bambina – appena nata – viene trasferita da Nottola a Siena e successivamente all’Ospedale del Cuore di Massa, dove sarà sottoposta a un intervento salvavita.

La piccola nasce all’Ospedale di Nottola, dove i medici si accorgono immediatamente di una marcata difficoltà respiratoria: la bambina non risponde in modo soddisfacente alle cure del caso. Eseguiti i principali esami strumentali, le pediatre di turno, le dottoresse Francesca Macucci e Valentina Canocchi, procedono alla stabilizzazione clinica e attivano il trasferimento urgente presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese Le Scotte, centro di riferimento per le emergenze neonatali. Per garantire la massima sicurezza durante il trasferimento, a raggiungere la neonata a Nottola è il team della Terapia Intensiva Neonatale dell’AOUS, diretto dalla dottoressa Barbara Tomasini e composto dalla dottoressa Sara Cecchi, dall’infermiere Corrado Ammadio e dal personale della Pubblica Assistenza.

Arrivata a Le Scotte, la piccola viene sottoposta ad approfondimenti diagnostici, eseguiti dal  dottor Martino Landi, neonatologo della Terapia Intensiva Neonatale di Siena.

Team Asl Toscana Sud Est – Elisa Morelli, Marco Lucherini, Valentina Canocchi, Flavio Civitelli e Francesca Macucci

Il cardiologo pediatrico dottor Riccardo Barbati, dell’unità di Cardiologia Interventistica diretta dal dottor Massimo Fineschi, accerta  una grave cardiopatia congenita e  prende contatti con l’Ospedale del Cuore di Monasterio, centro di riferimento regionale per la cardiochirurgia neonatale e pediatrica. Il team della terapia intensiva neonatale senese organizza quindi il secondo trasferimento urgente. Ad accompagnare la bambina all’Ospedale del Cuore sono la dottoressa Costanza Fommei, l’infermiera Rosita Galì e il personale della Pubblica Assistenza.

Alle 2 di notte la piccola arriva a Massa: le sue condizioni sono stabili, ma gravissime. Gli accertamenti confermano la diagnosi di cardiopatia congenita: un ritorno venoso polmonare totale anomalo con ostruzione, una rara malformazione che colpisce circa un neonato ogni 10.000 e che impedisce al sangue ossigenato di seguire il corretto percorso nell’organismo. Una condizione incompatibile con la vita senza un’operazione cardiochirurgica urgente. Non c’è tempo da perdere: la bambina viene preparata immediatamente per l’intervento. Ha appena un giorno di vita e pesa soltanto tre chilogrammi quando entra in sala operatoria, affidata all’équipe di cardiochirurgia pediatrica guidata dal dottor Vitali Pak, direttore della Cardiochirurgia Pediatrica e del Congenito Adulto. In sala anche la cardiochirurgia Vera Cetera e il cardioanestesista Roberto Boccafogli.

Un intervento di oltre 4 ore: l’operazione riesce, il difetto cardiaco viene corretto e il sangue torna finalmente a ossigenarsi.

Da quel momento si apre una nuova fase. Seguita costantemente dall’équipe di Terapia Intensiva Neonatale di Monasterio, diretta dalla dottoressa Elisa Barberi, la piccola affronta il decorso post-operatorio mostrando una straordinaria capacità di recupero. Viene rapidamente trasferita in degenza e, nelle scorse settimane è stata dimessa ed è tornata finalmente a casa con la sua famiglia. Attualmente è seguita all’ospedale di Nottola dall’ambulatorio di follow up del neonato post critico.

Ancora una storia a lieto fine che evidenzia l’efficacia della rete sanitaria regionale e della sinergia tra professionisti, capaci di garantire continuità assistenziale e rapidità di intervento anche nelle situazioni di maggiore complessità. 

«Ancora una volta la sanità pubblica toscana ha dimostrato la capacità ed eccellenza dei professionisti che vi lavorano e il loro saper  fare squadra – commenta l’assessora al diritto alla salute della Toscana, Monia Monni – . Il nostro sistema sanitario non solo può vantare alte competenze e qualità delle cure. Sa esprimere anche un perfetto lavoro di squadra, valorizzando le singole proprie eccellenze. Ed è quello che ha saputo fare in questo caso».

«Questa storia è il risultato di una rete che funziona – spiega il dottor Vitali Pak –. Dal riconoscimento immediato della criticità alla centralizzazione della paziente, fino all’attivazione del trasporto in emergenza e all’intervento cardiochirurgico. In situazioni come questa la rapidità è fondamentale, ma altrettanto decisiva è la presenza di team multidisciplinari capaci di lavorare insieme per dare a una bambina di un giorno una possibilità di vita».

«Una diagnosi estremamente difficile colta dalla sensibilità clinica dei pediatri di Montepulciano, che hanno subito compreso l’elevato rischio clinico del caso – spiega il dottor Flavio Civitelli, direttore della Pediatria e Neonatologia di Nottola –. La rete ha funzionato benissimo, dalla Neonatologia di Montepulciano al trasporto neonatale protetto della TIN di Siena fino alla Cardiochirurgia di Massa, dove la piccola è stata immediatamente presa in carico. Un patrimonio professionale costruito negli anni che rappresenta un punto di forza della sanità toscana».

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